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Ranieri da forfait. De Fusco: entro il 31 dicembre pagheremo tutti gli attori delle vecchie edizioni

Sala gremita per la presentazione de L’opera da tre soldi di Bertold Brecht rivista dal nuovo direttore del Teatro Mercadante di Napoli, Luca De Fusco. I numerosi spettatori accorsi allo spazio-eventi de La Feltrinelli di Piazza dei Martiri si aspettavano l’incontro annunciato e tanto attesto con Massimo Ranieri e Lina Sastri, ciò non è avvenuto.

Ranieri, protagonista dello spettacolo ha dato forfait omaggiando i presenti con un contributo video. Lina Sastri silenziosa ha lasciato la sala a metà dell’incontro per necessità di prove. È toccato allo stesso De Fusco illustrare dinamiche e retroscena di uno degli spettacoli più attesi del Napoli Teatro Festival Italia. «Sarà un Brecht ambientato nella Napoli degli anni cinquanta” – afferma il regista – Napoli sarà lo sfondo, il testo non sarà tradotto in dialetto napoletano».

L’evento, organizzato per la promozione dello spettacolo, in prima assoluta il 13 luglio presso il Real albergo dei poveri, è servito a ben poco, come dichiara lo stesso regista, siccome i biglietti sono quasi tutti terminati. Ranieri, dal suo contributo video, rincara la dose, e presenta L’opera da tra soldi come uno dei candidati a spettacolo dell’anno. Nomi eccellenti, lo stesso cantante, Lina Sastri, Gaia Aprea e l’Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli.

I presenti in sala, nel momento dedicato alle domande, hanno completamente spostato l’attenzione dallo spettacolo al festival, sottoponendo al direttore svariati problemi logistici e non solo, dal passaggio di aeroplani sull’Albergo dei poveri alla scarsità di biglietti prenotabili. Il direttore dello Stabile di Napoli ha dovuto poi affrontare la pesante grana che da tempo si trascina sulle spalle, ovvero il problema dei lavoratori non pagati nelle precedenti edizioni. «Dovrei indossare una maglietta su cui c’è scritto: “sono direttore da marzo”, – sottolinea De Fusco – non capisco perché questi artisti, che non sono stati pagati dal 2008, protestino solo ora e mi indicano come responsabile, mentre Furfaro e Quaglia sono i veri responsabili di questo problema» continua il direttore sul Festival.
E sulla situazione disastrosa che ha trovato al momento della sua nomina: «Forse vi siete dimenticati che abbiamo salvato un festival, che questa rassegna stava per chiudere per sempre. Quando sono giunto alla direzione del NTFI ho trovato in cassa 150 euro e 14 milioni di debiti».

Alla domanda perché non ha ridotto il festival e pagato gli attori creditori ha risposto: «È impossibile, tale operazione non si può effettuare. Per esempio, non posso pagare gli attori di Punta Corsara con i soldi dei PON europei che abbiamo ricevuto per questa edizione del festival. Se ci sono tali disastri è perché la vecchia amministrazione non ha saputo gestire in modo adeguato il rapporto con i fondi europei, la rendicontazione non è stata effettuata per molti progetti ed ora ci troviamo in questa pessima situazione».
Poi conclude rasserenando tutti: «Stiamo lavorando nel migliore dei modi, entro il 31 dicembre pagheremo tutti». È questa la vera notizia di un incontro nato per scoprire il nuovo Brecht napoletano e finito tra disagi, problemi ed incubi che il NTFI si porta dietro da un po’.

Rosario Esposito La Rossa

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