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La penultima serata della rassegna “Ridere 2011″ ospita l’attore – drammaturgo – scrittore partenopeo.

Peppe Lanzetta

I migliori anni del titolo sono quelli di Lanzetta, infatti la serata è una celebrazione della sua carriera artistica. Ospite della serata Alan De Luca che con Lanzetta ha diviso molti momenti di spettacolo.
Lo spettacolo si apre con la lettura di uno degli scritti più riusciti di Lanzetta: Edelweiss, con l’accompagnamento alla chitarra di Jennà Romano. Il testo di Lanzetta è molto forte, incisivo, l’interpretazione molto meno e quindi la lettura non coinvolge.
Dopo Edelweiss entra in scena Lanzetta che presenta il monologo …è pulp prendendo di mira la cattiva gestione della città partenopea e la politica italiana ormai in degrado, il tutto sempre condito dall’ottimo accompagnamento del maestro Romano. Lo show di Lanzetta prosegue tra letture e monologhi tenendo un ritmo abbastanza alto, che poi esplode con l’intervento di Alan De Luca che simula un collegamento con una rete radiofonica aiutato da Lanzetta in veste di radiospettatore in diretta.

Alan De Luca

La prima parte di spettacolo si chiude poi con il pezzo A Lampedusa ‘o mare è ‘nfuso, che parla delle condizioni di vita degli immigrati ed esprime un messaggio di solidarietà verso di loro. Quest’ultimo brano esprime a pieno la nuova linea artistica di Lanzetta basata sul teatro-canzone.
La seconda parte dello spettacolo parte un po’ lenta nonostante il divertente monologo/intervento sulla letteratura e su ciò che la scuola insegna, il ritmo per fortuna risale con il secondo intervento di Alan De Luca che prima legge il brano Barbarella di Lanzetta, coadiuvato da Nunzia Di Somma (notevolmente sottotono), e poi canta la sua Tammurriata del ‘500, già presentata svariate volte ma sempre estremamente divertente. Si chiude con Lanzetta che omaggia il cantautore Piero Ciampi, con la lettura de Il mio amico sbandato, e Pier Paolo Pasolini con il sentito monologo Alla mia nazione.

In conclusione uno spettacolo discreto che è stato penalizzato dalle 4 letture dei racconti di Lanzetta (meravigliose parole purtroppo sprecate) e risollevato da un ottimo Alan De Luca e da un egregio accompagnamento di Jennà Romano. C’è spazio anche per un intervento-critica dello stesso De Luca, al giornale «Il mattino», che citiamo testualmente: «Non ha ritenuto opportuno dedicare due righe all’evento e a Peppe Lanzetta, che invece io credo abbia scritto i migliori racconti brevi degli ultimi anni». E su questo permettetemi di esprimere un sincero consenso, non certo per criticare «Il Mattino», ma per esprimere ancora una volta l’amarezza per la mancata valorizzazione di uno dei nostri migliori talenti letterari degli ultimi anni.

Gennaro Monforte

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