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Incomprensibile per l’ente dello spettacolo l’eliminazione del contributo di disoccupazione.

Dopo le proteste del SAI (Sindacato Attori Italiani), dopo le petizioni online, anche l’AGIS (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo) punta il dito contro la circolare INPS che taglia fuori dall’indennità di disoccupazione gran parte dei lavoratori del mondo dello spettacolo. L’AGIS racconta di alcuni retroscena spaventosi riguardo alla questione contributi: nel corso di questi ultimi anni, infatti, si è verificata un ambigua situazione per cui, in alcune regioni,  al personale artistico è stata riconosciuta l’indennità di disoccupazione, con conseguente versamento da parte dei datori di lavoro del relativo contributo; in altre, invece, l’indennità di disoccupazione è stata negata dalle stesse sedi Inps che non hanno attribuito alcun rilievo alla disponibilità manifestata dal datore di lavoro a versare il contributo. Alla luce di queste discrepanze, ecco dunque  che anche l’AGIS chiede a gran voce che venga emanato un regolamento nazionale in materia di contributi relativi al settore spettacolo, tenuto conto che l’attuale normativa di stampo fascista risale al 1935. Tutto questo, precisa l’AGIS, per evitare che le norme in materia di welfare per i lavoratori dello spettacolo contenute nelle proposte di legge attualmente all’esame del Parlamento, finiscano con il decadere, come è avvenuto nelle tre legislature precedenti.

 

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