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L’ente di tutela lavorativa per gli attori protesta contro i tagli alla disoccupazione.

All’inizio di settembre l’INPS, attraverso una circolare, ha elencato le figure artistiche a cui è negato il diritto a percepire l’indennità di disoccupazione. Tra queste logicamente non compaiono numerose categorie del mondo teatrale. Il SAI, ente che da anni si batte affinché venga emanata una legge che riconosca il diritto basilare del sostegno al reddito, anche per le figure dello spettacolo, si è mobilitato in massa, protestando nelle opportuni sedi. Dai tavoli di discussione con INPS ed ENPALS sino alla Commissione Lavoro della Camera, numerosi sono stati i tentativi fatti per trovare un accordo, ma le posizione per ora sembrano inconciliabili. In considerazione delle gravi conseguenze che la norma determina per la categoria, il SAI fa appello a tutte le forze sociali e politiche affinché emerga un rinnovato impegno per l’ottenimento di una legge, civile, che non solo sancisca il diritto all’indennità di disoccupazione per tutto il lavoro artistico subordinato, ma lo estenda anche ai tanti costretti a prestare la loro opera in forma autonoma. Numerosi attori appoggiano la protesta dalla rete, che per ora appare l’unico mezzo d’unione e informazione valido per alimentare e coordinare movimenti di protesta e azioni legali comuni. Ma a tutti è chiaro che ciò non basta e che la battaglia verso un riconoscimento dei diritti basilari per il mondo dello spettacolo italiano è ancora lunga.  Per ulteriori informazioni www.cgil.it/sai-slc.

 

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