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Una nota e una dichiarazione filmata del sindaco per legalizzare la libertà dell’arte di strada.

 

La questione si era imposta urgentemente all’attenzione pubblica in seguito agli incresciosi episodi che avevano coinvolto alcuni degli artisti di strada (vedi qui e qui) impegnati ad esibirsi per la rassegna “Ramblas”. Al di là dell’ufficialità della manifestazione, un’eccezione nel panorama artistico napoletano, la burocrazia che fino ad ora regolava l’attività dell’arte di strada poteva essere aggirata dai busker, sia per ragioni pratiche, sia per i principi essenziali di indipendenza e fugacità che caratterizzano tale arte. Di conseguenza, una regolamentazione non adeguata alle loro necessità, ha determinato l’ineducazione di alcuni cittadini, da cui i fatti di cui sopra (seppure verificatesi in un contesto ‘a norma’ come quello di “Ramblas”) e l’impegno di Taverna Est Teatro e altri a presentare il problema dell’arte di strada sul tavolo delle istituzioni.

Oggi la notizia diffusa dall’ufficio stampa del sindaco De Magistris, riferisce di un’ordinanza che regola gli spettacoli. La risoluzione è ancora in attesa di un regolamento da parte del Consiglio comunale e dovrebbe consentire agli artisti “di esibirsi su tutto il territorio cittadino dalle 9.30 alle 24:00 nel periodo dal 9 al 30 ottobre e dalle 9.30 alle 23:00 dal 1 novembre al 9 gennaio”. La nota prosegue affermando che “le esibizioni devono avvenire in maniera tale da non intralciare la viabilità, la circolazione pedonale e veicolare, le attività commerciali e senza limitare la libera visione di panorami, edifici o monumenti di particolare rilievo storico-artistico”.
«La cultura non è solo quella di teatri come il San Carlo – ha detto il sindaco  presentando il provvedimento – ma anche quella di strada. Questo è un primo passo per aiutare e valorizzare le attivita’ degli artisti di strada».

Quello fatto appare, dunque, un promettente passo in avanti di duplice rilievo nell’ambito della straziante instabilità della cultura napoletana. Da un lato, infatti, avrebbe un’applicazione immediata che permetterebbe di superare gli iter burocratici e la concessione dei relativi permessi, sciogliendo le proteste più o meno legittime degli scontenti di turno. Dall’ altro lato, la disposizione propone una effettiva riflessione in merito al progetto di “Napoli città aperta”, a cui il Comune si è più volte riferito, acquisendo un rilievo, pertanto, anche simbolico.

Intanto, da parte delle associazioni locali, una ulteriore richiesta è stata sollevata in merito alla possibilità di avere spazi dove provare ed  allenarsi; pronta la risposta del primo cittadino  il quale ha fatto sapere che è già intenzione dell’Amministrazione, una volta completato il censimento del patrimonio immobiliare, mettere a disposizione adeguati spazi per laboratori culturali.
L’assessore comunale alla Cultura, Antonella Di Nocera, inoltre, ha comunicato che, sul sito del Comune, sono disponibili due database, uno dedicato alla ricognizione delle realtà culturali cittadine, l’altro relativo agli spazi che possono essere considerati disponibili.
Nelle intenzioni di Palazzo San Giacomo, infine, le attività degli artisti dovranno rientrare anche nelle iniziative previste per il Natale in città.

Eduardo Di Pietro

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