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Al Teatro Elicantropo grande successo per lo spettacolo “Verso… Moby Dick”

La nuova stagione del teatro Elicantropo si apre con uno spettacolo suggestivo che rispecchia in pieno il teatro di impegno civile, cardine da sempre, delle stagioni teatrali dello spazio gestito da Carlo Cerciello. Stiamo parlando di Verso… Moby Dick, poema in versi sparsi, tratto da autori come Brecht, Majakovsky, De Luca, Pasolini, Baudelaire, Darwish, Block, Withman. Il sottotitolo “A dondolo di mare, siamo un secchio in un pozzo di stelle” esprime a pieno la condizione della varia umanità che prende vita sul palco/nave dove gli spettatori, come fossero anch’essi viaggiatori, vengono accolti per assistere ad una vicenda che, come il mare che tormenta il viaggio, cresce piano, poi, con rapidità si infrange, torna indietro e colpisce ancora con più forza fino al crollo in cui viene raggiunto l’obiettivo finale: la terra Moby Dick, rappresentazione della morte e della fine di tutte le speranze.

Il Pequod, nel 2011, ormai, rappresenta la nave di tutti i miseri migranti in cui si riversano storie di sogni e di speranze ma anche di timori, rinunce, di false aspettative: durante il lungo viaggio che li porta verso una terra sconosciuta, in cui vengono riposte tutte le aspettative per una vita migliore,  le storie dei personaggi emergono ad una ad una e prendono coscienza del proprio status. È un viaggio nella storia, come sottolinea la proiezione sulle vele, nel flusso storico che scandisce e scalfisce le nostre vite. La forza del linguaggio poetico dei grandi autori insieme al lavoro minuzioso di Carlo Cerciello, alle suggestive musiche di Paolo Coletta e alla scenografia di Roberto Crea, riescono a pieno nell’obiettivo di far addentrare lo spettatore all’interno della “messinscena del naufragio della coscienza dell’uomo contemporaneo”, come sottolinea Cerciello.
Impossibile non emozionarsi e non sentirsi parte di quella nave di migranti, in particolare  perchè tre sono le possibili prospettive da cui poter guardare ed interpretare lo spettacolo: quella dei migranti, quella dei poliziotti che non si ribellano alla legge pur avvertendone apparentemente le stonature o, ancora, quella dell’italiano medio “passivo e rassegnato spettatore”.

Lodevole l’impegno degli ex allievi del Laboratorio Teatrale Permanente che hanno lavorato dedicando grande attenzione e cura ai particolari e che, dunque, è doveroso menzionare: Antonio Agerola, Roberta Caiazzo, Viviana Cangiano, Marina Cavaliere, Giuseppe Cerrone, Antonio D’Alessandro, Roberta di Palma, Marco di Prima, Alessandra D’uonnolo, Stefano Ferraro, Valeria Fralliciardi, Giosella Iannaccone, Marianna Liguori, Cecilia Lupoli, Giampiero Maresca, Giulia Musciacco, Maria Teresa Palumbo, Antonio Piccolo, Cosimo Sinforini, Fabio Terribile, Renato Zagari.
Il lavoro dell’ingegnoso e creativo regista Carlo Cerciello riesce ancora una volta a creare uno spettacolo di grande spessore artistico in grado di smuovere le coscienze e non lasciare indifferenti.

Ileana Bonadies

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