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In prima assoluta al Nuovo Teatro Nuovo lo spettacolo “…Da questo tempo e da questo luogo…25 rose dopo” di Cristina Donadio.

Cristina Donadio - 25 rose dopoAncora una volta il Nuovo Teatro Nuovo ricorda il grande attore, regista e drammaturgo Annibale Ruccello. Lo spettacolo dal titolo …Da questo tempo e da questo luogo…25 rose dopo, prodotto dalla Compagnia Teatrale Enzo Moscato, è ideato, interpretato e diretto da Cristina Donadio coadiuvata da Luca Trezza e Fortunato Angelini. Una scena spoglia, buia, nell’angolo alcune rose, una piccola sedia e una macchina rossa, di lato la scultura di Betty Bee che rappresenta un girasole di filo spinato.
È proprio sul palcoscenico, com’è giusto che sia, che prende forma il triangolo immaginario formato da Stefano Tosi, Annibale Ruccello e Cristina Donadio, un connubio fra queste tre persone unite al di là di ogni tempo e di ogni luogo. Da quel pomeriggio di settembre di venticinque anni fa, da quell’incidente che li uccise e li legò per sempre in una morte congiunta, Stefano e Annibale sembrano essere diventati una sola entità, “due ragazzi di 29 anni che andavano incontro ai loro sogni… da quel pomeriggio del 12 settembre di venticinque anni fa sono una cosa sola”. Lo strazio prolungato che tale avvenimento ha scavato nella memoria della Donadio, hanno condotto a un lavoro che offra un tributo al ricordo di Stefano Tosi, marito e giovane attore il cui nome resta dimenticato, all’ombra del più diffuso rimpianto per Ruccello.

don-300x225Il lavoro teatrale è rappresentato da una lunga lettera in cui Cristina Donadio riporta un suo sogno ricorrente ormai da anni e afferma: “Una notte, mi ricordo, mi hanno raccontato di un luogo pieno di luce, di una spiaggia, di un mare calmo dove passeggiando, si ritrovavano ad ascoltare canzoni americane… questa forse tra tante è stata l’immagine che più mi ha colpito e da qui è partita la mia suggestione”.
La spiaggia, il mare diventano così, il leitmotiv di tutta la messinscena. Il flusso di pensieri e di ricordi prende forma pian piano sulla scena fino ad avvolgere lo spettatore in un’altra dimensione, nella riproduzione di un andirivieni ondivago, ritmato dalla relazione e dalle reazioni con cui Annibale e Stefano galleggiano sul vuoto. Un non-luogo, quello del sogno, indispensabile per poter trascorrere un po’ di tempo insieme ai due artisti.

L’arte intesa come modo di far rivivere il passato, una possibilità, come afferma Enzo Moscato, di “cria’ nu poco ‘e vita, pe mezz’ora, ‘nzieme a vvuie”.
Lo spettacolo rappresenta una sorta di auto-analisi, un modo per superare il dolore attraverso l’arte.  Cinquanta minuti di intense emozioni per un “viaggio senza fine” come affema la stessa Donadio.

Giulia Esposito

Teatro Nuovo
Via Montecalvario, 16, Napoli
Contatti: 081 497 6267 – www.teatronuovonapoli.it

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