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La proiezione di un film-documentario, la presentazione di un libro e lo spettacolo dell’O.P.G. di Poggioreale mettono il punto alla rassegna.

Giunge al termine la VII edizione della rassegna “Il carcere possibile”: venerdì 28 ottobre al Teatro San Ferdinando si chiude con il film documentario Caini d’Aversa, proposto dall’O.P.G. di Aversa, la presentazione del libro Materiali dispersi. Storie dal Manicomio Criminale di Adolfo Ferraro e lo spettacolo Morale della favola dell’O.P.G. di Napoli.
Il San Ferdinando ha ospitato gli spettacoli che da martedì scorso sono andati in scena, frutto del lavoro dei detenuti dell’’Istituto penale di Secondigliano, della Casa Circondariale di Lauro, della Casa Circondariale femminile di Pozzuoli, di quella di Poggiorealem dell’IPM di Airola, di Nisida, l’ICATT di Eboli e della Casa Circondariale di S.M. Capua Vetere

Gli appuntamenti del programma di venerdì 28 ottobre al Teatro San Ferdinando, iniziano alle 18.30 con la proiezione del film documentario di Giovanni Nicois e Luca Palamara, Caini d’Aversa. Realizzato all’interno dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa con il gruppo di attori protagonisti dello spettacolo Fratello mio, Caino (dal Caino di Byron), presentato alla scorsa edizione della rassegna, il film documenta il racconto di quell’esperienza, la storia dei lunghi mesi di prove, gli entusiasmi, le difficoltà e le crisi, man mano che che lo spettacolo prendeva forma fino al suo debutto. Il film è una produzione Primapagina.

Segue la presentazione del libro di Adolfo Ferraro Materiali dispersi. Storie dal Manicomio Criminale. Un viaggio nel “tempo” trascorso all’interno dell’O.P.G. di Aversa, dove agisce una schiera di esseri umani con vari ruoli gerarchicamente distribuiti che si aggira, aspetta, si ricorda, ride, piange, si lamenta, si arrabbia e poi ricomincia daccapo. Sarà presente l’autore.

Alle 20.30 si chiude con lo spettacolo proposto dall’O.P.G. di Napoli Morale della favola, drammaturgia collettiva o.n.g. “Teatri & Etèrnit”, su ideazione e regia di Pino Carbone. L’esplorazione teatrale del “ricordo” come condizione del presente, dove la messa in scena è lo spazio della nostra infanzia, quel tempo in cui non esisteva ancora il reato, la malattia, il senso di fallimento, la detenzione e tutto è ancora possibile: un ritorno rigeneratore alla parte migliore di noi stessi.

Le informazioni possono essere richieste all’indirizzo info@ilcarcerepossibileonlus.it

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