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L’attrice napoletana protagonista di tre film, da Cotroneo a Garrone, passando per Miniero.
La prima sensazione che ti invade quando incontri, parli, chiacchieri con l’attrice Nunzia Schiano è il sentirti a tuo agio. Ti sembra che la Schiano faccia parte del tuo immaginario, ancestrale personaggio di famiglia, volto visto e rivisto, forse impressionato nell’argilla di qualche pastore. Anche il bar affollato, il rumore incessante del traffico napoletano, lentamente sfumano e ti ritrovi in un’immaginaria cucina, dove l’odore del caffè appena servito è un colore dell’ambiente.

Sono anni, decenni, che il pubblico napoletano è deliziato dalla presenza in scena di Nunzia Schiano, un’attrice di altri tempi, una faccia che sembra aver viaggiato dalle commedie dell’Ottocento sino ai nostri giorni. Un’attrice eclettica, che ha fuso l’arte di stare sul palco alle note scure e antiche della sua voce, mix di terra e lava partenopea.

Nunzia Schiano è stata proiettata nel panorama nazionale grazie al film di Luca Miniero Benvenuti al Sud, remake della pellicola francese di Dany Boon Giù al Nord, che la vede nei panni di una premurosissima mamma cilentana. Il successo del film, con premi e nomination al David di Donatello e al Nastro d’Argento, ha lanciato Nunzia Schiano sul grande schermo. Un passaggio non del tutto scontato, che più volte ha messo in notevole difficoltà assi del teatro italiano. «La prima preoccupazione – ci racconta la Schiano – riguarda il mezzo, la telecamera, gli sguardi degli altri, degli addetti ai lavori, il non poter seguire l’evolvere della sceneggiatura come accade da sempre in teatro. Strano per chi cavalca i palchi iniziare le riprese del film partendo dal finale». Nel complesso ci dice la Schiano: «Penso che un’attrice deve provare tutto per completare la sua formazione».

Il grande schermo rende volti anonimi del teatro in facce familiari, conosciute. Lo stesso è successo anche all’attrice a cui sono dedicate queste righe. «È molto divertente e gratificante sentirti chiedere l’autografo, la foto, sentire viva la simpatia del pubblico. Ma sono una donna concreta, per cui cerco di essere sempre legata alla realtà e so benissimo che quello che c’è oggi potrebbe non esserci domani, e di tutto ciò non bisogna farne un dramma».

Nunzia Schiano dopo Benvenuti al Sud continua il suo percorso cinematografico, iniziato nel 2000 con Vacanze di Natale 2000, regia di Carlo Vanzina, a cui sono seguite collaborazione con Pieraccioni, Martinotti, D’Alatri e Tartaglia. In questi giorni al “Festival del Cinema” di Roma sarà presentato La kryptonite nella borsa, opera prima di Ivan Cotroneo, film che vede tra i partecipanti la Schiano in compagnia di Valeria Golino, Luca Zingaretti e Libero De Rienzo. A gennaio toccherà al sequel di Benvenuti al Sud, ovvero Benvenuti al Nord, per finire poi con Big House di Matteo Garrone, pluripremiato regista di Gomorra. Insomma, un autunno-inverno ricchissimo per Nunzia Schiano, che però non dimentica il teatro, ventre da cui è nata.

Infatti al Mercadante di Napoli è in scena in questi giorni con La casa di Bernarda Alba di Federico Garcia Lorca, insieme ad Antonella Romano e Giulia Pica, per la regia di Rosario Sparno. Uno spettacolo per un pubblico in miniatura prodotto da “Le Nuvole”, dopo lo strepitoso successo dell’anno scorso de L’avaro di Molière.

Ritroveremo Nunzia Schiano in numerosi piccoli spazi teatrali dell’hinterland napoletano con lo spettacolo diretto dal suo compagno Niko Mucci Sentimenti all’asta, spettacolo in scena anche al Teatro Area Nord. Nella prossima primavera, in particolare, a marzo, l’attrice napoletana debutterà all’Augusteo di Napoli con Separati in casa di e con Paolo Caiazzo e Francesco Procopio, un’esilarante commedia napoletana.
Nel panorama della attrici napoletane Nunzia Schiano resta ancora una delle poche artiste che fonde con umiltà e creatività l’arte teatrale a quella cinematografica.

Rosario Esposito La Rossa

 

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