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Di tutti gli spettacoli tratti da Molière, prodotti negli ultimi due anni, resta in scena solo L’Avaro di Cirillo.

Che il teatro italiano producesse periodicamente spettacoli tutti uguali, scritti da uno stesso drammaturgo morto decine e decine di anni fa, è ormai noto. Che il teatro italiano e in particolare gli stabili, seguissero mode e anniversari centenari di morti o nascite,  è sotto gli occhi di tutti. Negli ultimi tre o quattro anni abbiamo assistito, o meglio spesso siamo stati vittime, di intere stagioni figlie di un solo grande drammaturgo. Penso agli anni in cui fummo sommersi dal Beckett, a Napoli regnava sia al Mercadante che nei piccoli stabili d’innovazione, poi toccò a Shakespeare, poi ad entrambi con il famoso progetto tutto napoletano “Samuel e William” e per finire, negli ultimi due anni, abbiamo inghiottito decine di spettacoli dell’illustre Jean Baptiste Poquelin detto Molière.

Almeno uno spettacolo tratto da Moliere è stato presentato e prodotto in uno stabile italiano negli ultimi due anni. Nomi celebri hanno dedicato tempo e risorse ai vari Tartufo, Il malato immaginario e La scuola delle mogli. Come sottolinea Franco Cordelli, dalle pagine del Corriere della Sera, “delle sei o sette edizioni dei vari Molière prodotti in Italia, resiste solo L’Avaro di Arturo Cirillo, in scena all’India di Roma”.

Quasi a voler dire che le opere costruite col sudore, con la passione di chi fa teatro perché ama il teatro, senza perdersi in stupide mode del momento, che tanto fanno gola agli stabili, quanto alle compagnie in cerca di fondi, restano.

E L’Avaro di Arturo Cirillo, ottimo attore e regista napoletano, continua a girare l’Italia, sintomo che c’è qualcuno che va al di là del mercato del teatro italiano. Non a caso L’Avaro di Cirillo è stato premiato nel 2010 dall’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro. Nel “nababbismo” del teatro napoletano, nelle faide tra partiti di destra e sinistra, che lasciano sul palco brandelli di un teatro sovversivo, di sperimentazione, ancora vivo, che resiste, Arturo Cirillo è una nota positiva di un sistema teatrale che va rinnovato.

Rosario Esposito La Rossa

 

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