Manlio Boutique

In occasione della terza edizione del premio Landieri abbiamo intervistato due tra i premiati della rassegna.

Dario De Luca ha vinto il premio come miglior attore per lo spettacolo ‘U tingiutu (ex aequo con Ivan Castiglione per Santos) e Licia Lanera è risultata vincitrice come miglior attice giovane per Mangiami l’anima e poi sputala (ex aequo con Annamaria Palomba per Non merita lamenti)

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Dario De Luca

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Qual è, secondo te, il riscontro sociale che ancora oggi può avere il teatro di impegno civile, in Italia?

Forse l’unico grosso riscontro che può avere il teatro è quello di impegnarsi e far riflettere la società. Penso che abbia meno senso uscire di casa, sotto la pioggia, pagare un biglietto e vedere teatro di intrattenimento… ho questa sensazione. Il teatro che possa raccontare delle cose, che possa dire delle cose, che possa anche creare dei dibattiti seri, importanti per ricreare un agorà tra gli spettatori che vanno a teatro è forse l’unico modo per ridare vita… Forse la vera vitalità del teatro è ancora là, nel teatro dove c’è un impegno civile e un’urgenza nel dire certe cose.

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Licia Lanera

 

Licia ci dici come è nata la compagnia Fibre Parallele e quali linguaggi sperimenta nei suoi spettacoli teatrali?

Siamo nati ufficialmente nel 2005 con uno spettacolo che noi consideriamo di rodaggio, il vero primo spettacolo è del 2007 ed è Mangiami l’anima e poi sputala che poi è quello per cui stasera siamo qui. Noi facciamo un teatro di parola che cerca in qualche modo di sperimentare nuovi linguaggi di scena rimanendo però comunque legata alla tradizione che nel nostro teatro è molto forte. Scriviamo testi nostri e Mangiami l’anima e poi sputala è stato il primo testo che è tratto dall’omonimo romanzo di Giovanni Furio.
Ci piace parlare di storie al limite, di persone che vengono messe spesso da parte dalla società. Raccontiamo violenze, solitudini, storie ai margini… ci piace dare dignità a chi in questa società dignità non ne ha.

Quali sono i vostri prossimi progetti?

Avendo appena debuttato con due spettacoli nuovi siamo, diciamo, fermi… ci dedichiamo alla tournee che per fortuna è abbastanza densa e quindi adesso dobbiamo girare, girare, girare per quanto sia possibile in questo momento…

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