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Oltre 140 persone hanno onorato il disabile ucciso dalla camorra.

Antonio Landieri

Una straordinaria atmosfera ha accompagnato il III Premio Antonio Landieri, svoltosi ieri sera in un Teatro Area Nord stracolmo. Al di là dei premi consegnati e della presenza in sala di prestigiosi artisti giunti da tutto il sud Italia, il ricordo per Antonio Landieri è stato forte e intenso, vivo nella memoria di tutti nonostante gli anni trascorsi. Preziosissimi sono stati gli interventi dei 40 bambini della Scuola Calcio Arci Scampia accompagnati dal presidente Piccolo, di Simmaco Perillo della cooperativa sociale “Al di là dei sogni”, bene confiscato alla camorra di Sessa Aurunca, dell’amico ivoriano Dada Traorè, di tutti i familiari delle vittime innocenti che hanno consegnato i premi, ovvero la famiglia Castaldi, Vallefuoco, Scherillo, Napolitano, Clemente.

Primo passo di un progetto più ambizioso che nel 2012 vedrà la nascita di un Osservatorio permanente di Teatro Civile, il Premio Landieri è un premio vivo e partecipato perché nasce dal basso e lontano dalla logiche lobbistiche che annientano il teatro ed è un riconoscimento senza frontiere territoriali. Al TAN, teatro resistente di frontiera, infatti, sono arrivati artisti dalla Calabria, dalla Puglia, da ogni città della Campania e fondamentale è stato il contributo di ognuno,  da Carlo Cerciello e Manlio Santanelli a Mimmo Borrelli, Mario Gelardi, Margherita Di Rauso, da Teatro di Legno e Scena Verticale a Dario De Luca, Maria Marino, Fibre Parallele e ancora Ivan Castiglione, Marina Rippa, Giuseppe Gaudino, Tina Femiano, Lello Serao, Francesco Di Leva, Adriano Pantaleo e tantissimi altri.
Ancora non “riconosciuto” dalla stampa che lo ha messo da parte, certamente vivrà nei giorni che seguiranno grazie al contributo di chi c’era, di chi racconterà quello che è successo, grazie ai premi realizzati a mano dai ragazzi disabili del centro diurno Gatta Blu. Di ciò che è stato resterà la voglia di continuare a coniugare teatro ed antimafia, resterà l’emozione suscitata dalle letture delle storie di chi non c’è più, resterà la promessa di  fare ancora molto altro in memoria di Antonio e per un teatro senza sfarzi, senza lustrini, ma che sappia recuperare la sua valenza politica, sociale, civile  e cessi finalmente di sottomettersi ai partiti.

Ieri sera c’era gente normale, c’erano bambini, disabili, artisti, ragazzi, c’era la comunità di un quartiere spesso raccontato solo nel suo marciume, c’erano persone che non hanno voglia di arrendersi e restare indifferenti… e gli occhi dei piccoli allievi della scuola calcio di Scampia, che hanno consegnato i premi a Licia Lanera di Fibre Parallele e a Annamaria Palomba di Teatro di Legno, simboli di un teatro che si rinnova, sono quelli che  fanno ancora sperare con ottimismo in un futuro diverso, migliore, possibile!

Rosario Esposito La Rossa

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