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Per il secondo anno consecutivo, il teatro Spazio Libero ospita la mostra sull’arte gotica a Napoli.

Da sinistra: Giancarlo Villani, Salvatore Brancaccio, Cosimo Sinforini e Vittorio Lucariello

La mostra Gothic is in the air, nata nel 2010 nella storica cornice di Spazio Libero da un’idea di Vittorio Lucariello e Angela Rosa D’Auria (anche organizzatrice della prima edizione), è un evento unico nel proprio genere fatto di installazioni fotografiche e pittoriche, eventi dal vivo, rappresentazioni teatrali; per l’occasione anche lo stesso teatro Spazio Libero cambia forma e aspetto, diventa lugubre e accoglie spettatori anche in notturna… del resto la notte è il tempo giusto per vampiri, licantropi e altre figure, legate all’ambiente gotico e che sono l’anima di questa mostra. Dopo il grande successo ottenuto l’anno scorso, viene come ovvio riproposta col titolo GotikArt. Come il primo anno la GotikArt non sarà una semplice mostra ma un vero e proprio evento di 8 giorni fatto di spettacoli, esposizioni, grafic art e tanto altro per creare “Una mostra fuori dagli schemi tradizionali che possa ampliare il panorama underground artistico, che vuole esplorare nuove realtà e nuovi temi e che, poco spazio trova nell’ambiente artistico napoletano”.

Quest’anno l’organizzazione è a cura di Cosimo Sinforini, Salvatore Brancaccio, Giancarlo Villani e ovviamente Vittorio Lucariello che gestiranno dall’interno i vari eventi che la compongono.

Appuntamento fissato quindi a Spazio Libero per i giorni che vanno dal 18 al 25 novembre 2011 a partire dalle ore 20:00.

Per contattare l’organizzazione e avere maggiori informazioni:

Cosimo Sinforini: 3336313988 – email: c.sinforini@libero.it
Salvatore Brancaccio – Giancarlo Villani: 3471936456 – email: scuotto@inwind.it – pinokkio@infinito.it
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“Il gotico, nella storia della nostra civiltà, rappresenta una fase in cui l’Occidente ha compiuto una delle prime operazioni di globalizzazione.
Lo stile dominante, romanico normanno, viene abbandonato causando al proprio interno una Svolta repentina a favore di un linguaggio nuovo che, in una libera vorace assimilazione, introietta culture diverse con riferimenti che arrivano perfino alla cultura islamica.
L’Europa si accinge a riplasmare il suo paesaggio, non solo architettonico.
Emerge una sequenza di mutazioni, di oscillazioni che influiscono sulla vita, sull’arte, sul costume del tempo.
Questo radicale mutamento sposta il pensiero comune da una catena di arcani dedali mentali a un rapporto più vicino alla natura e a tutto ciò che è più familiare.
Tralasciando ogni ardua ricostruzione sulla sua origine, ogni indagine sui motivi dei suoi ritorni nel corso del tempo, il gotico sembra oggi ripresentarsi prepotentemente nel quotidiano, per essere più vicino a una scienza che, con strumenti sempre più perfetti, sfida e indaga il tempo di vivere, la nostra posizione nello spazio.
In un’epoca di perenne rivoluzione telematica, stimolata enciclopedicamente dalla continuità di dati accumulati, volendo definire cos’è oggi il gotico o chi è gotico, possiamo affermare che è gotico ciò che appare gotico, ciò che si definisce e autoproclama telematicamente come tale, ciò che rappresenta qualcosa di gotico.
A questo mondo appartiene anche colui che ritiene di essere libero di guardare il cielo, di dire “io sono la rivoluzione, la rivoluzione siamo noi, la virtualità è lontana da noi”, ne) profondo dei sentimenti è la forza della mente,
Riflettendo sul perché di questo ritorno basterà dire “questo è il mio corpo, questo il mio sangue” e ripeterlo a memoria per ritrovarsi in un mondo che appartiene a tutti.
Diventa allora importante e necessario mettere IN MOSTRA, IN LOCO e IN VIDEO INTERNET PERMANENTE, un segnale originale che sia il punto di partenza a una scalata che vuole arrivare, attraverso il rinnovamento, a un nuovo aspetto all’arte di comunicare.
Nel meditabondo animo contemporaneo non può sfuggire come ormai la difficoltà in cui si dibatte il dialogo sul valore dell’operare sia legato solo al suo prezzo.
Penso in particolare al teschio con brillanti, dal titolo “For the love of God”, un’opera di Damien Hirst del 2007, che costa, per i suoi brillanti. una Cifra enorme, ed esprime quindi, nello stesso momento, un valore estrinseco all’opera d’arte e intrinseco ai gioielli di cui è ricoperto.
Quest’operazione produce la cancellazione dell’idea base a noi necessaria per comprendere e valutare ii valore dì qualsiasi operare
Diventa perciò legittimo e necessario che ci sia un luogo da dove possa Iniziare un nuovo rapporto tra la natura umana e l’idea dell’arte globale, che la mostri, nei canali di comunicazione di massa, non più solo con un biglietto d’ingresso, ma con una sottoscrizione di entrata che sia anche documento dì riflessione.
L’incitamento è quello di spingere a “GOTICIZZARE”, nel senso di trasmettere maggiore attenzione all’assoluto del vivere, alla difesa nell’arrendersi.
La ricerca di anime da tutto il mondo è partita, perché si sappia che l’entusiasmo dell’immaginazione serve per far sparire il tragico e il sinistro e ad affermare la sostenibilità dell’essere tramite l’energia che parte dal profondo,
Connessi tra noi eremi, borghi. abbazie vedono ritornare lo sguardo del navigante e del tempia re che spera di vedere, oltre la linea dell’orizzonte, il vero percorso della ricerca.”

Vittorio Lucariello

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