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Presentati i dati sull’andamento delle attività di spettacolo: il calo c’è ma è moderato.

 

Presentata ieri dall’Osservatorio dello Spettacolo della Siae l’analisi dei dati sull’attività di spettacolo riguardante i primi sei mesi del 2011.

Realizzata su scala nazionale tenendo conto di diversi parametri (il numero di spettacoli, gli ingressi a pagamento, le presenze, la spesa al botteghino, il volume d’affari, la spesa del pubblico insieme con i costi accessori), l’analisi, rispetto all’anno scorso, ha registrato un complessivo segno meno che ha riguardato soprattutto la spesa del pubblico (- 3,81%) mentre minore è stata la perdita relativamente alla spesa al botteghino dove il calo è stato dello – 0,81%. Come spiega il Direttore generale della Siae, Gaetano Blandini, ciò significa che il pubblico non rinuncia a vedere spettacoli ma riduce le spese accessorie (consumazioni al bar, servizi di guardaroba, prenotazione di posti ecc.).

In diminuzione anche le sponsorizzazioni e i finanziamenti da parte di terzi che comportano una riduzione notevole del volume d’affare.

Sicuramente al cinema, invece, va l’onore dei maggiori incassi, sebbene inferiori rispetto al passato, ma con ben sei film italiani ai primi posti della classifica.

Per riscontrare un segno più bisogna guardare i dati relativi ai concerti di musica classica e popolare ed ai parchi di divertimento per, poi, nuovamente registrare un calo se si guarda al ballo e alle mostre, con l’eccezione degli spettacoli che vengono ospitati nell’ambito di manifestazioni gratuite.

Identiche valutazioni riguardano il teatro, ambito nel quale nel primo semestre si è avuto un aumento delle offerte a cui non è corrisposto, però, un aumento proporzionale degli incassi e della spesa sebbene con le dovute differenze di comparto: in aumento, infatti, la lirica (+30,2%) e gli spettacoli di burattini (+36%); stabile la prosa (+0,33%), in calo la commedia musicale (-6,22%).

Questo andamento dovrà essere confermato, però, dopo che si sarà conclusa la campagna abbonamenti per la stagione 2011/2012.

Nonostante gli indicatori siano in rosso e la crisi perseveri, comunque, sottolinea Marina Landi, Capo Divisione Servizi della Siae, il settore dello spettacolo in generale è quello che ne ha pagato meno le conseguenze dal momento che davanti ad una buona offerta di intrattenimento, lo spettatore è disposto a pagare il biglietto sebbene decida, poi, di non sostenere quelle spese accessorie che obbligano la bilancia a pendere verso il basso.

 

Ileana Bonadies

 

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