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Mario Gelardi fa il punto della situazione sull’evento mondiale in netto ritardo.

Io credo che ormai si possa veramente parlare di emergenza FORUM DELLE CULTURE. Non è per spirito catastrofistico che lo dico, ma perché seriamente preoccupato per quella che poteva essere un’occasione fondamentale per la nostra città. Un’occasione per dimostrare la capacità organizzativa, oltre che creativa di questo paese.

Riflettiamoci un momento, il Forum è senza dubbio l’avvenimento culturale europeo più importante, dovrebbe durare centouno giorni con iniziative artistiche, teatrali, culturali, storiche, di rilievo internazionale.

Ho sentito parlare, dal precedente direttore di mostre di Michelangelo e Raffaello, di concerti di Madonna e degli U2.

Al Forum manca circa un anno e mezzo e con l’ azzeramento del precedente consiglio di amministrazione e con l’insediamento di uno nuovo (ugualmente voluto da Regione e Comune) l’impressione è che si riparta da zero. Non voglio commentare i nomi scelti , costato solo il livello medio dell’età e per quel che riguarda il mio campo, devo costatare ancora una scelta che va nel solco della tradizione.

Il Forum, di volta in volti, ha cambiato temi e aree in cui deve essere svolto, dimostrazione di una vaghezza di idee preoccupante.

Il Corriere del Mezzogiorno ha pubblicato un servizio per dimostrare che i cittadini non hanno molta idea di cosa sia questo forum e ancor peggio, gli uomini politici.

In questo anno e mezzo bisognerà convincere artisti internazionali a  venire a Napoli, bisognerà cercare di non entrare in conflitto col teatro festival che si sovrapporrà come date al Forum. Bisognerà attrezzare le strutture, in particolare individuare quelle del centro storico (come accennato da Caldoro mesi fa) in cui si svolgeranno gli aventi.

In tutto questo cadono nell’oblio le domande di trasparenza, gli invocati bandi di cui si parlava dalla primavera di quest’anno. Infatti pare che accanto a questi beneamati “grandi eventi” (definizione che mi fa accapponare la pelle) ci dovrebbero essere, ed il condizionale è d’obbligo, piccole manifestazioni visto che li devono pur sempre riempire ‘sti cento uno giorni.

Già avverto provenire da lontano l’invocazione – si sono insediati da poco non bisogna avere fretta.

Davvero si crede che possiamo permetterci, anzi, che possono permettersi, di non avere fretta? Davvero si pensa non far partire bandi, la raccolta di progetti o incontri con i protagonisti dell’arte e della cultura napoletane, italiane, europee?

Intanto per Napoli ci sono delle strutture che ci ricordano che il Forum sta arrivando.

La mia sensazione è che più che arrivare a Napoli, passi per la città, senza lasciare una traccia significativa.

 

Mario Gelardi

 

 

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