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Il regista Eduardo Zampella e l’attrice Valeria Impagliazzo parlano dello spazio teatrale di Torre Annunziata.

Dopo aver segnalato l’incontro di giovedì scorso organizzato a diffusioneteatro, storico spazio teatrale di Torre Annunziata, abbiamo intervistato due tra le persone più legate a quella realtà, chiedendogli di condividerne la storia e di riferirci dell’evento.
Ricordiamo che diffusioneteatro si trova a Torre Annunziata, via Carminiello 13. Inoltre questa settimana, da giovedì 24 a domenica 27 novembre, ore 21.00,  a StudioTeatro sarà in scena l'”Angelico Bestiario Compagnia” con Le bagnanti, di Giulia e Rosalia Terrana.

Eduardo Zampella

– Eduardo Zampella, da quasi trent’anni ti occupi di quello che è uno spazio teatrale preziosissimo, efficiente e vivace per la provincia di Napoli: parlo naturalmente di diffusioneteatro a Torre Annunziata. Puoi dirci qualcosa in proposito?

Diffusioneteatro è un servizio gratuito di formazione permanente sulle tecniche della mediazione performativa. Fin dal 1984 ha inteso rappresentare uno spazio espressivo che riconoscesse la poetica di ciascun individuo come patrimonio collettivo e ricercasse strumenti della sua (individuo) rappresentazione. Ci siamo legati a quel luogo e viviamo là avendo rifiutato le possibilità offerteci entro spazi urbani di grandi città, perché siamo convinti che il disagio della provincia sia anche l’elemento che scatena insospettabili energie creative.

– Giovedì scorso si è tenuto un incontro basato sulle testimonianze e il dibattito intorno a tutto ciò che ci hai spiagato. Puoi raccontarci com’è andata, di cosa si è trattato? Quali sono le ragioni che hanno portato a tale appuntamento?

L’incontro di giovedì è andato molto bene: sono intervenuti Caro De Cesare, Paola Ariano, Valeria Impagliazzo, Romualdo Petti ed il sottoscritto, portando le testimonianze dirette dei consensi e delle ricadute in ambiti lavorativi dell’esperienza fatta nel nostro laboratorio.
Siamo giunti all’appuntamento dietro richiesta di divulgazione della metodologia e dei risultati, richiesta pervenutaci da parte di chi ci ospita: come sai, siamo ospitati e patrocinati dalla Chiesa Evangelica Luterana in Italia, ovviamente è un patrocinio morale. Ma a mio personale giudizio, credo che il patrocinio autentico sia quello morale: attraverso questo si ha il metro sicuro della condivisione e sostegno dell’Istituzione patrocinante.

– Qual è infine il futuro di diffusioneteatro?

Trattandosi di un processo in itinere, il futuro di diffusioneteatro trova interpretazioni solo attraverso la nascita delle compagnie che in questo progetto hanno trovato formazione e linfa, allo stato attuale parlo di “Angelico Bestiario Compagnia” e della “Compagnia dei Teatri delle Sguelfe”. Non cito i tanti soggetti che pur senza una compagnia propria, oggi lavorano comunque in teatro. Mi piace molto pensare al futuro di diffusioneteatro come una vera e propria agenzia che formi ed avvii al lavoro nell’ambito dello spettacolo dal vivo (e non parlo soltanto del teatro).

Valeria Impagliazzo

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– Valeria Impagliazzo, sei un’attrice che è cresciuta a diffusioneteatro ed è intervenuta all’incontro di giovedì sera. Puoi raccontarci la tua esperienza presso lo spazio di diffusioneteatro?

La mia formazione teatrale è cominciata con un corso biennale alla fine del quale si svolgeva un esame e si riceveva un diploma. Portato a termine questo percorso mi sentii letteralmente persa, perché sentivo che due anni erano appena l’inizio, e cominciai a cercare un posto per continuare a studiare e a saziare il mio bisogno di crescere. Su google trovai il sito di diffusioneteatro, presi il numero di telefono e chiamai. È così che a luglio del 2004 ho conosciuto Eduardo e le attrici dell’“Angelico Bestiario Compagnia” (lavoranti di diffusioneteatro), che all’epoca si preparavano per mettere in scena Metrophònos al Nuovo Teatro Nuovo, e a settembre cominciai a seguire gli incontri.
A colpirmi nell’immediato furono due cose: la prima era il fatto che il laboratorio fosse gratuito (non ci potevo credere!), la seconda che fosse permanente. Infatti il mio percorso di lavorante ha avuto nel tempo solo una pausa dovuta a dei problemi alle ginocchia. Nel 2009 mi sono laureata in Scienze della comunicazione ed ho voluto dedicare questo traguardo al luogo che per me è stato il centro della mia formazione umana, culturale e professionale, con una tesi in Sociologia della comunicazione dal titolo: diffusioneteatro: analisi di un laboratorio di azione scenica. È stato un lavoro bellissimo, che mi ha permesso di conoscere ancora più a fondo la storia di una realtà che da trent’anni resiste nelle viscere del comprensorio vesuviano, con tutto quello che ciò comporta.

– Puoi parlarci della compagnia de “I Teatri delle Sguelfe”, di cui fai parte?

Nel 2007 Eduardo propose ai lavoranti uno studio sul Cantico dei Cantici di Salomone, testo centrale del Vecchio Testamento che racconta la storia di due amanti che si cercano nel deserto. Questo studio prevedeva anche che i soggetti coinvolti imparassero gli elementi fondamentali dell’animazione dei pupazzi. Aderimmo al progetto io, Cinzia Annunziata e Maria Grazia Di Maria. Questo studio diventò uno spettacolo dal titolo Il Canto più bello, è stato replicato molte volte ed è tutt’ora in attivo.
Quando ci rendemmo conto che il gruppo funzionava e poteva continuare a crescere siamo state appoggiate ed incoraggiate da Eduardo (che si è abbracciato la croce di far parte della compagnia e curare la regia dei nostri spettacoli) e dagli altri lavoranti di diffusioneteatro. Col tempo si sono aggiunti Marina Fiorenza, Tiziana Cilumbriello ed il truccatore Romualdo Petti, e sono stati allestiti altri spettacoli.
Siamo tutti accomunati dal legame con diffusioneteatro, e tutte le attrici della compagnia ne sono ancora lavoranti. È quindi una vera e propria “costola” del laboratorio, dal quale ci separa ovviamente l’aspetto “commerciale” poichè diffusioneteatro non si occupa assolutamente di produzione, ma comunque appoggia e sostiene tutti i progetti culturali che vengono proposti.

Cosa ti sentiresti di dire ai giovani che volessero avvicinarsi al teatro, a diffusioneteatro in particolare?

Anche io sono giovane! Ad ogni modo, è una domanda complicata, non mi sento ancora in grado di poter dare una risposta. L’unica cosa che posso dire a coloro che vogliono avvicinarsi al teatro (giovani e non giovani) è: FATELO! COSA STATE ASPETTANDO? A chi volesse avvicinarsi in particolare a diffusioneteatro invece posso solo dire: procuratevi una tuta scura e comoda.

Eduardo Di Pietro

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