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Dalle pagine della Allende alle tavole di un palcoscenico una storia dagli ingredienti intriganti, misteriosi e seducenti.

Il Pozzo e il Pendolo ha servito ieri sera al suo pubblico una storia intrigante tratta dalla famosa opera di Isabella Allende, da cui prende anche il nome,  Afrodita.

Quattro donne e un uomo si ritrovano in un’accogliente casa, dopo aver ricevuto una lettera che li invitava a recarsi in quel luogo. Nessuno sa niente dell’altro. Non si conoscono e sembrano non avere nulla in comune. Lucia, la psicologa, è una donna rigida, piena di inibizioni ma attratta dall’affascinante piccolino, Valerio, di cui si scoprirà qualcosa solo alla fine. Elena, invece, è la fatina dai cappelli rossi, la padrona di casa disinvolta e sensuale, la prima che si rivolgerà al pubblico. A loro si aggiungono Francesca, la dolce giocatrice di scacchi che ha ricevuto istruzioni precise dal padrone di casa, e Margherita, l’intrigante arredatrice. Tutti hanno un piccolo mondo segreto da svelare, compreso il personaggio attorno a cui girano le loro storie.

Infatti, i protagonisti al loro arrivo hanno un’amara sorpresa. Scoprono un cadavere. Il corpo è quello del loro amante, dell’ospite esperto culinario di cui non si fa il nome ma che ha avuto un ruolo travolgente nelle loro vite. Sarà proprio per lui che rimarranno in quella casa e organizzeranno un funerale speciale, vestiti con abiti da sera neri che mettono in risalto maggiormente la loro sensualità.

La vicenda si svolge in un confortevole salotto bianco, in cui ci si racconta e ci si lascia andare seguendo le forze opposte di odio, curiosità e seduzione. Il tutto viene condito da un’alta tensione erotica che circonda e attrae verso i personaggi. Vi è anche una simpatica e lussuriosa illustrazione dei doppi sensi che banalmente e spesso si usano per i frutti, come banana o avocado. E poi vi sono momenti più intensi, in cui si viene avvolti dalla musica passionale del tango e dalle letture dei racconti dell’Allende in cui si intrecciano cibo e eros, cosi come accade sulla scena.

Di lacrime per l’amante perduto, invece, ce ne sono poche. Rimane soprattutto il ricordo di un bugiardo, bastardo senza soldi e pieno di progetti a cui non si è mai potuto dire di no perché chi è abile in cucina appare sempre irresistibile ai nostri occhi. Non gli si possono neanche negare le stravaganti richieste per il suo funerale. Anche le resistenze iniziali vengono abbattute soprattutto grazie al ruolo delicato di Francesca. Così ecco che ti ritrovi a confidarti con il tuo rivale in amore, imbandendo la tavola bianca posizionata al centro della scena e cucinando. Come si sono susseguite le amanti, così si procede con la lettura dell’ultima lettera ricevuta dall’amato e alla fine si svela la verità su ciò che teneva legati i personaggi tra di loro. Ma anche al pubblico viene riservata qualche sorpresa: durante lo spettacolo, infatti, si succedono piccole incursioni dei personaggi verso la quarta parete per cui lo spettatore può lasciarsi andare al gusto dell’eros e del cibo preparato estemporaneamente in scena.

Lo spettacolo, scritto e diretto da Ciro Sabatino e con protagonisti Simona Di Maio, Valerio Gargiulo, Elena Pasqualoni, Lucia Rocco e Margherita Romeo, terminato questo primo week end, andrà ancora in scena a Il Pozzo e Il Pendolo, Piazza San Domenico Maggiore, 3 – Napoli,  dall’1 al 4 dicembre.

Per info e prenotazioni contattare il numero 0815422088.

Gabriella Galbiati

 

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