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Preoccupazione da parte di SAI, SLC-CGIL per le nuove proposte del governo.

Pubblichiamo una nota congiunta di SAI, SLC e CGIL.

Il Governo ha presentato ieri l’attesa e temuta manovra di risanamento delle dissestate finanze dello Stato, sulla quale non possiamo che associarci al giudizio critico già espresso dalla CGIL per quanto attiene le tematiche di carattere generale e le ricadute sul mondo del lavoro, dando pieno sostegno alle iniziative di lotta previste.

Il nostro intento, però, è anche quello di far emergere aspetti, poco dibattuti pubblicamente in questi giorni, che rivestono invece enorme rilevanza per i lavoratori coinvolti, come la soppressione dell’Ente di previdenza per i lavoratori dello spettacolo.
L’ENPALS, insieme all’INPDAP (Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti della pubblica amministrazione), sembra infatti destinato a confluire in un super INPS che dovrebbe assolvere le funzioni di entrambi gli Enti con un risparmio stimato in circa 3,5 mld.
Il SAI esprime contrarietà e preoccupazione per questo annunciato colpo di spugna, sul quale non ci sono dettagli relativi alle modalità di confluenza (dovrebbero essere varato un decreto attuativo entro 60 giorni dall’approvazione della manovra) che consentano di capire quali prospettive si prefigurano per i lavoratori dello spettacolo.
Il timore è che l’unificazione porti ad un ulteriore avvicinamento tra i criteri adottati dall’INPS e quelli adottati dall’ENPALS, sul calcolo delle annualità contributive, a discapito degli artisti e dei professionisti dello spettacolo che già oggi maturano con grande difficoltà il diritto alla pensione. Difficoltà confermata dai bilanci in attivo dell’Istituto che ha accumulato un “tesoretto”, stimato intorno ai 2 mld, proprio a fronte della mancata corresponsione degli assegni previdenziali.
Inoltre la cancellazione dell’ENPALS sbarra il passo al progetto avanzato dal Sindacato proprio sull’utilizzo di questo “tesoretto”, con il quale avevamo proposto di finanziare l’avvio di un sistema di welfare, oggi drammaticamente inesistente, per tutto il settore artistico.
Non è difficile, in tale contesto, ipotizzare quale destinazione potrebbero invece prendere i versamenti previdenziali dei lavoratori dello spettacolo, visto che sull’INPDAP grava un disavanzo, ancora in crescita, verso quota 10,4 mld, con il conseguente paradosso che vedrebbe i precari dello spettacolo sostenere la previdenza dei lavoratori dello stato.

SAI SLC-CGIL

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