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Cronache teatrali dall’«Avanti!», 1916-1920

Il braccialetto al piede di Veneziani al Carignano

"Comoedia", fascicolo periodico di commedie e di vita teatrale. Pubblicò "Il bracialetto al piede" nel 1921.

Carlo Veneziani è un professionista dello spirito. Ogni suo lavoro è immancabilmente esuberante di spiritosaggini: tanto esuberante che si finisce per rimanerne stuccati. Il braccialetto al piede, commedia in tre atti di Carlo Veneziani, è naturalmente tutta una spiritosaggine: dalla prima all’ultima parola. Ed è anche tutta una goffaggine: succede spesso che i professionisti dello spirito siano i piú goffi uomini del mondo. Perché essi sono d’una superficialità esasperante, perché la loro particolare attività manca di ogni spontanea vivezza. L’espressione è frusta, i personaggi sono presi dalla cronaca piú banale. Come in questa commedia. Un candidato politico, avvocato, grande avvocato che si fa preparare da un segretario tutto il materiale della sua fama. Che vive d’intrigo, che si prepara nelle alcove il titolo maggiore del successo politico, mentre sua moglie lo aiuta, concedendo le sue grazie a un vecchio, padrone di un giornale.

Una farsaccia legata insieme alla meglio, senza vita, senza un attimo di comicità, e che è caduta tra la noia e l’indifferenza.

E come contrasto a questo vecchio cliché, un altro cliché piú vecchio ancora: una donna galante, che si è arricchita oltre oceano, e si addimostra nel vecchio mondo la migliore, fra tutte le fame usurpate che la circondano.

(5 gennaio 1918)

Antonio Gramsci

 

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