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Il frontman ci rivela i caratteri e gli obiettivi della band andata in scena con La Sacra Famiglia al Teatro Civico 14.

I Pennelli di Vermeer. Da sinistra: Raffaele Polimeno, Stefania Aprea, Pasquale Sorrentino, Valentina Bruno e Marco Sorrentino

Per la seconda volta nell’ultimo anno il Teatro Civico 14, sito nel cuore storico di Caserta, ha ospitato i Pennelli di Vermeer con La Sacra Famiglia, una tragicommedia in 3 atti.
Il Teatro Civico 14 nasce per volontà della compagnia Mutamenti, con l’idea di gestire e organizzare uno spazio teatrale rivolto alle nuove generazioni, ponendosi  come “contenitore” di teatro d’innovazione, formazione artistica e delle arti in genere. E’ proprio in un contesto come questo che si collocano facilmente spettacoli ed “esperimenti” come quello dei Pennelli di Vermeer.

Un padre, una madre, un figlio e una figlia, La Sacra Famiglia si confronta e si affronta in musica  mostrando allo spettatore gli aspetti più intimi e  più nascosti  di una famiglia che va tra il grottesco e l’assurdo.
Nato dalla creatività di Pasquale Sorrentino (leader dei Pennelli di Vermeer ed autore dei testi, delle musiche e dei dialoghi) lo spettacolo appare subito dissacrante, divertente e tragico e, richiamando alla mente gli indimenticabili Gufi e tutto il panorama del Teatro-canzone italiano, mette a nudo argomenti scottanti quali, per esempio, la violenza che si consuma tra le mura domestiche.
Le vicende di una famiglia così “corrotta” vengono raccontate attraverso la confessione dei singoli componenti, dove persino l’animale di casa – il cane Boogie Woogie – si vergogna dei suoi padroni, dei quali conosce tutti i segreti. La sacra famiglia è composta da: Pasquale Sorrentino (voce, basso elettrico, musiche e testi), Stefania Aprea (voce), Marco Sorrentino (voce, batteria e kazoo), Valentina Bruno (voce), Raffaele Polimeno (piano elettrico e synth).

Al termine dello spettacolo, incontro Pasquale Sorrentino (gli confesso, che pur non sapendo che è lui il leader dei Pennelli, salta subito all’occhio “la paternità” dello spettacolo), il quale accetta di buon grado di fare una chiacchierata con me:

Chi o cosa ti ha ispirato?

Ma sicuramente il teatro-canzone (quindi da Gaber in giù) è stato per me da stimolo, ma ho capito ben presto che non eravamo  solo una rock band (così nascono i Pennelli di Vermeer nel 2003) ma, grazie alla nostra trasversalità, abbiamo capito che eravamo qualcosa di più. Qualcosa di non etichettabile, che sfugge a categorie e generi precisi. Siamo alchimisti della musica e il nome “Pennelli di Vermeer” lo consideriamo solo un “marchio”.

A fine 2010 avete pubblicato  il DVD de La Sacra Famiglia, un b-side project con 17 brani inediti, le cui riprese sono state effettuate dal vivo durante il debutto dello spettacolo al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli nel febbraio dello stesso anno. Chi si è occupato della regia, dei movimenti scenici e quale è stata la reazione di coloro che si occupano esclusivamente di teatro?

Ci siamo sentiti a nostro agio e non abbiamo avvertito nulla che ci facesse pensare ad eventuali forme di pregiudizio o di preconcetto verso il fatto che fossimo solo musicisti e cantanti e non anche attori, anche se tra noi (Valentina Bruno, la voce) c’è chi ha comunque avuto separatamente esperienze di teatro.
Per quanto riguarda la regia e tutto il resto è stato e continua ad essere un lavoro di collaborazione tra tutti noi (confesso di essere stato fortunato con questo gruppo), ci ascoltiamo molto e siamo riusciti a creare tutti insieme molto di quello che hai visto qui stasera.

Hai in cantiere altri progetti di questo genere?

Siamo in continua evoluzione, stiamo pensando di ampliare il progetto con l’ingresso di nuovi artisti , e mi accorgo che anche La Sacra Famiglia deve continuare ad evolversi,  non è conclusa così, quindi ci sarà sicuramente un ritorno (scherzando fa riferimento ad una Sacra Famiglia 2 – NdA).

Consiglia Aprovidolo

 

Video di Capa ‘e lupo dei Pennelli di Vermeer in La Sacra Famiglia


 

 

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