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In scena l’omaggio a Mario Scarpetta, autore teatrale la cui contemporaneità ed immortalità il tempo non scalfisce.

Prospet Promozione Spettacolo e Associazione Mario Scarpetta hanno presentato al teatro San Carluccio Don Anselmo Tartaglia, diretto da Roberto Capasso, nel duplice ruolo di regista e attore, e dedicato a Mario Scarpetta, in occasione del 7° anniversario della sua scomparsa.

«Portare in scena una farsa di Eduardo Scarpetta – spiega Capasso – non è certo un’ operazione insolita, nel panorama teatrale napoletano. Ricordare un grande autore ed anche dei grandi interpreti, in primis l’indimenticabile Mario Scarpetta, a cui è dedicato questo spettacolo, è invece già un compito di più gravoso impegno. Trovare la strada giusta per non essere consueti ma allo stesso tempo rispettosi di una tradizione ricca di arte non è cosa facile ».

Nonostante il compito si presentasse arduo, però, i giochi di luci, l’incastro delle musiche, l’utilizzo dei pupi, e la genuina recitazione di Roberto Capasso che mette a proprio agio il pubblico, hanno reso la rappresentazione singolare e allo stesso tempo rispettosa della tradizone.

Lo spettacolo vede in scena Pasquariello porta cesta, interpretato da Roberto Capasso, raccontare retroscena e aneddoti di un teatro, il San Carlino, aiutato da quattro pupi che a suon di musica, nel corso della storia,  prenderanno vita e diventeranno veri e propri attori.

Pasquariello descrive  velocemente gli spettacoli messi in scena in quel teatro, dall’Otello al Romeo e Giulietta di Shakespeare, fino ad arrivare ad Antonio Petito ed Eduardo Scarpetta. Ed è solo in questo momento che prende vita il personaggio di Don Anselmo Tartaglia.

Interpretato da Gino De Luca, assistito da Nino Bruno nel ruolo di Errico, Francesco Luongo nel ruolo di Nicola e Viviana Cangiano (attrice e cantante) nel ruolo di Dorotea Papocchia, inizia così uno spettacolo nello spettacolo, pieno di qui pro quo linguistici, accentuati e forzati dalla balbuzie di Don Anselmo Tartaglia, personaggio poco conosciuto nelle commedie di Scarpetta, ma in realtà figura di rilievo nel quadro della tradizione teatrale napoletana del ‘900,  proprio per la sua comicità spontanea ed immediata.

Comicità che, nello spettacolo, I quattro attori-pupi riescono a rappresentare perfettamente ridando vita ad una tipologia di teatro che, salvo pessime imitazioni, sta morendo: il Teatro Popolare, tanto caro ad Antonio Petito ed Eduardo Scarpetta.

Del resto, come spiega lo stesso regista a proposito dei pupi, « …quando le luci si spengono, ecco che resta solo la speranza di una poesia, di una musica, a tenerli vivi, attraverso i versi del più anti-borghese dei poeti del novecento, Pierpaolo Pasolini, che con la sua vita e le sue opere ci ha riportati in un mondo fatto di astrazione e colta poetica popolare ».

Da sottolineare la scenografia, parte fondamentale dello spettacolo, rappresentata da un camerino teatrale, ricco di vestiti, parrucche e cappelli, e un palco girevole, sul quale prende vita l’intera farsa di Don Anselmo Tartaglia, così sottolineando il ruolo di “gioco” del teatro; il patto tacito che si crea tra l’attore e il pubblico.

Gianpiero Petraroli

 

 

Lo spettacolo sarà di nuovo in scena dal 26 al 29 Gennaio al Teatro Il Primo, Viale del Capricorno 4 – Napoli.

Info: segreteria@teatroilprimo.it

Tel. 081 5921898

www.teatroilprimo.it

 

 

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