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L’infelicità quotidiana di tre ragazzi al centro della drammaturgia di Fausto Paravidino.

Essenziale. È questo l’aggettivo distintivo dello spettacolo Due fratelli di Fausto Paravidino, in scena al Pozzo e il Pendolo fino al 15 gennaio.

Essenziale è la scenografia di Antonello Di Leo, rappresentante la cucina disordinata di una casa di cui non si conosce altro, in una città non meglio specificata; essenziale sono le informazioni che abbiamo dei personaggi in scena – due fratelli, Boris (Stefano Ferraro) e Lev (Raffaele Ausiello), e la loro coinquilina, Erica (Simona Di Maio); – essenziali sono i dialoghi che mettono insieme tante parole pur restando enigmatici, non sufficientemente esaustivi per spiegare cosa c’è dietro le azioni, i pensieri, le paure di ciascuno di loro.

Solo il tempo è noto – la storia inizia il 21 settembre 1998 – ed è scandito da un orologio che inesorabile annuncia il trascorrere delle ore e  il susseguirsi dei giorni.
E così in 55 minuti ecco concentrati 53 giorni della vita di questi tre giovani, forse studenti, forse lavoratori, forse nulla di tutto ciò, di certo chiusi in un presente da cui tenere fuori il mondo esterno: raccolti intorno al tavolo della cucina, il loro mondo sembra circoscritto a quel luogo e a nulla più. Così come i rapporti con altre persone, del resto: Erica, Boris e Lev, non hanno amici al di fuori di loro stessi, e non si relazionano con nessun altro al di fuori del particolare rapporto che hanno istaurato tra loro. Un rapporto che nelle relazione molto stretta ma al contempo morbosa tra i due fratelli, vede Erica inserirsi come colei che rompe gli equilibri. Che crea scompiglio nella finta dimensione che i due ragazzi si sono creati, mentendo a se stessi e agli altri, probabilmente per non deludere le aspettative dei genitori (con cui comunicano in una modalità anacronistica rispetto al tempo di ambientazione della storia, ovvero attraverso un registratore), o perché incapaci di affrontare la realtà con le sue difficoltà, i suoi imprevisti.

Solo la guerra, ad un tratto, irrompe e scalfisce il guscio all’interno del quale si sono rifugiati: ma anche questo evento, oltre che comportare l’allontanamento di Lev, non ha la forza di cambiare le loro esistenze, di indurli ad un mutamento. Monotona, sempre uguale, scandita da comuni regole di convivenza è stata la loro vita fino a questo momento, lo stesso sarà durante l’assenza di Lev ed il suo ritorno se non per un flebile cambiamento che si può scorgere nella figura di Boris, il fratello maggiore, che non essendo più succube di Lev, sembra acquistare maggiore intraprendenza anche nei confronti di Erica, per cui prova da sempre una attrazione tenuta repressa.

Ma alla fine anche questa parentesi, questa deviazione nelle loro vite deve chiudersi: Lev non può tollerare che suo fratello sia cambiato e per di più per colpa di Erica. In una atmosfera di crescente tensione ecco dunque arrivare all’epilogo, imprevisto quanto prevedibile.

Interpretato con bravura dai tre attori, credibili e spontanei nei ruoli che ricoprono, sia nei momenti più ironici, sia in quelli di maggiore tensione emotiva, Due fratelli, diretto da Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo, e prodotto da Teatro in Fabula, è uno spettacolo teatrale che coinvolge da vicino lo spettatore, seduto a brevissima distanza dai protagonisti, ma al contempo rischia di mancare di quella partecipazione condivisa, di quella empatia che ci si aspetterebbe da un testo ed una messa in scena del genere.

Come se “essenziali” fossero anche le emozioni che suscita in chi lo vede. Nelle note di presentazione dello spettacolo si legge: «Una storia nel segno di una neutralità palese, anche morale, in cui Paravidino non lancia messaggi né distribuisce torti e ragioni ai personaggi da lui creati». Se invece una “parte da cui stare” l’avesse indicata, anche solo accennata, il racconto dai toni grigi forse avrebbe acquisito sfumature più vivide e coinvolgenti.

Ileana Bonadies

 

Il Pozzo e il Pendolo

Piazza san Domenico Maggiore, 3 – Napoli

info e prenotazioni: 081 542 20 88

rappresentazioni : dal lunedì al sabato ore 21, la domenica ore 18; martedì riposo

www.ilpozzoeilpendolo.it


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