Manlio Boutique

Nuova intervista dal Teatro Civico 14: l’autrice e regista Ilaria Migliaccio racconta il suo lavoro, andato in scena il 7 e l’8 gennaio a Caserta.

Soledad: Quien olvida està jodido para toda la vida!
Lena: Chi  dimentica è fottuto per sempre!

Il concepimento de La Bella Lena avviene nel 2008 inizialmente nella fantasia e nel cuore  di Ilaria Migliaccio, regista e drammaturga dello spettacolo andato in scena al Teatro Civico 14 di Caserta, ma la creazione ed il conseguente “parto“ è avvenuto nel 2009 grazie anche al genio ed alla sensibilità di Valentina Carbonara, Ciro Esposito (entrambi presenti in scena) e Arianna Pioppi (scenografa e costumista).  La Bella Lena prende forma sull’asse Napoli, Roma, Santiago de Compostela, un viaggio a ritroso, verso quello che è stato, un percorso rischioso, un salto nel vuoto che però consente di dare vita ad un lavoro che parte ed arriva direttamente alla carne.
Ed è proprio la carne di Lena (Valentina Carbonara) che viene ripetutamente violata ed offesa da colui che l’ha generata e che nella violenza ne fa madre e sorella allo stesso tempo. Carne è quella di Soledad (Ciro Esposito), uomo divenuto donna che incrocia il proprio destino con quello di Lena e che accompagnerà fino alla fine dei suoi giorni. Carne infine è quella di Salvatore (sempre lo stesso Esposito) che ancora prima di nascere, caratterizzerà ed influenzerà  l’ andamento dell’ intera storia .
Può definirsi uno spettacolo in movimento, acerbo e quindi immediato, spregiudicato e temerario. Temerari sono i protagonisti di questa storia che scappano dal male, dal dolore per darsi interamente alla vita anche quando questa è rappresentata dall’altra sua faccia, la morte.

Incontro quello che ormai è un gruppo dal 2008 e che porta il nome di “Franca Battaglia / AUèR” ed è formato dagli stessi protagonisti (e artefici) de La Bella Lena. Come loro stessi amano dire, questo è un tango che hanno deciso di ballare insieme e “AUèR” è una tela su cui si incontrano quattro sguardi, oltre il confine, oltre il muro, dentro la carne.
Ilaria Migliaccio ha deciso di raccontarmi come nasce questo spettacolo e come sono avvenuti tutti gli incontri con questi personaggi fuori e dentro la scena. Ilaria è una giovane regista, con un’esperienza di attrice di teatro alle spalle, alla sua prima regia (e drammaturgia) ma con molti progetti che bollono in pentola; progetti che, come questo,  si intersecano con quelli degli “ esposti” (C. Esposito e V. Carbonara), due giovani attori dotati di un talento naturale e di cui sentiremo tanto parlare in futuro.

Questo progetto è stato influenzato in qualche modo dalla tua recente maternità?

Il progetto nasce prima della mia maternità, era già in cantiere, prendo spunto da fatti di cronaca che allora come oggi riempiono le pagine di giornali (incesti, violenze all’interno del proprio nucleo familiare). Una maternità che sicuramente ha influenzato questo lavoro è stata quella di mia sorella e dalla quale poi è seguita la mia; sicuramente poi c’è molto di Almodovar, della Spagna dove ho vissuto fino a poco tempo fa, sogni, pensieri ed anche la mia precedente esperienza come attrice con Taverna Est e Sara Sole. In aggiunta ci sono i loro (di Ciro e Valentina, NdA) diari scritti nei 6 mesi in cui non ci siamo incontrati a causa delle distanze (loro a Napoli ed io, per l’appunto, in Spagna).

So da fonti certe che stai lavorando ad un nuovo spettacolo, cosa puoi dirci? E, sopratutto, ritieni quindi che La Bella Lena sia uno spettacolo finito?

È sicuramente uno spettacolo in  trasformazione, ogni volta che lo riprendiamo ci rendiamo conto di goderci lo stesso, sempre un po’ di più, nei tanti passaggi, perchè ce ne sono davvero tanti: trasformazione quindi, nel senso di prenderci i giusti tempi, ad esempio all’inizio avevamo una versione molto più slabbrata e ci siamo accorti di dover asciugare un po’ tutto; io credo comunque che il cerchio, se così posso definirlo, si sia chiuso, continuerà ad essere solo un lavoro di precisione.
In merito al nuovo spettacolo non posso dirti molto anche perchè siamo ancora in fase di costruzione e mentre in La Bella Lena ci sono momenti leggeri, divertenti, in questo nuovo ancora dobbiamo trovarli; l’unica cosa che posso anticipare è che mentre qui l’asse intorno al quale si sviluppa l’intera storia è la figura paterna, in quello nuovo l’asse sarà rappresentato dalla figura materna.

Così come detto precedentemente, ti sei rifatta a dei fatti di cronaca, ma ce ne è qualcuno in particolare che ti ha suggestionato, spinto poi verso il lavoro finale?

Gli eventi di cronaca più assurdi dove si racconta di violenze perpetuate da parte di padri verso i propri figli, anche per periodi lunghissimi, mi hanno spinto verso un racconto dove non riesco ad essere benevola verso le vittime. Anzi, mi fa quasi incazzare, questo spettacolo nasce anche per dire: “fate qualcosa, reagite”! Nasce sicuramente come forma di una protesta (la mia) verso questo tipo di violenza e come necessità di dover dire assolutamente qualcosa.

L’incontro invece, con questi due giovani attori, così diversi tra loro e con generi a volte un po’ distanti come è avvenuto, e con chi dei due hai dovuto “faticare” di più?

Valentina è una mia cara amica, ci conosciamo da tempo e per quanto riguarda il discorso teatrale siamo su una stessa lunghezza d’onda, Ciro non lo conoscevo (l’avevo visto una prima volta durante un provino, ma non mi era rimasto impresso), poi l’ho rivisto durante un laboratorio e lì c’è stato il colpo di fulmine, perchè la mia Soledad aveva quel corpo e la sensualità che lui esprimeva in quel momento. Sensualità che poi abbiamo faticato un po’ a far venire fuori; all’inizio lui era molto reticente, non mi conosceva e quindi ha avuto bisogno prima di fidarsi  di me. Ha dovuto lavorare molto e non solo fisicamente (non è fermo neanche un momento durante tutto lo spettacolo, NdA). Un elemento importante è rappresentato dai loro diari scritti, sia durante le prove che nei periodi in cui non ci siamo potuti incontrare,e che hanno portato elementi di creazione all’interno dello stesso spettacolo.

 

Consiglia Aprovidolo

 

“AUèR“ e La Bella Lena ritorneranno in scena il 20, 21, 22, ed il  27, 28 e 29 gennaio 2012  a Sala Ichòs, a Napoli.

Sala Teatro Ichòs

Via Principe di Sannicandro 32/A  – San Giovanni a Teduccio (Na)

Per info : 081275945  –  3357652524

 

Print Friendly

Manlio Boutique