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Come funziona il Mercadante in un attento sondaggio promosso da QuartaParete.

Questa indagine-sondaggio promossa dal nostro giornale QuartaParete Press, si è svolta dal mese di novembre 2011 al mese di gennaio 2012, nella città di Napoli. Le domande sono state sottoposte per via telematica e per via diretta, ad oltre 250 persone, impegnate nel mondo teatrale (attori, drammaturghi, registi, tecnici, organizzatori), con una età compresa tra i20 e i 65 anni e residenti a Napoli. Gli intervistati hanno espresso il loro parere su ventidue quesiti incentrati esclusivamente sul Teatro Mercadante – Teatro Stabile di Napoli.

Avendo gli intervistati adeguata competenza in abito artistico e teatrale, si ritiene che l’ indagine possa tracciare un quadro abbastanza preciso e veritiero sullo stabile partenopeo, dal punto di vista degli spettatori ma non solo.

Si è partiti col chiedere un voto preciso da dare all’ultimo quinquennio del discusso Mercadante e la media è risultata essere pari a 4,1 su una scala da 1 a 5, dunque un giudizio alto nonostante tutto. Relativamente ai direttori che negli ultimi cinque anni si sono susseguiti numerosi, da Cutaia, a Carlotto, passando per De Rosa e De Fusco, il preferito dagli intervistati, con oltre il 50% delle preferenze, è stato Andrea De Rosa, apparso, secondo i votanti, come quello più coerente e corretto, nonostante molti abbiano lamentato il fatto, che anche lui, come De Fusco, abbia utilizzato fondi pubblici per mettere in scena spettacoli di cui è stato il regista.

Negativi, invece, sono state le opinioni dei 250 intervistati in merito alla valorizzazione delle realtà napoletane da parte dello Stabile. Il 78% sostiene che il Mercadante non abbia valorizzato enti, imprese e compagnie napoletane e la totalità afferma che le giovani compagnie napoletane sono state messe in disparte dal teatro pubblico, dato quest’ultimo che, osservando i cartelloni degli ultimi anni, non sembra si possa in alcun modo smentire. E’ ancora poi emerso che si è lavorato molto sugli scambi tra Stabili e poco sulla valorizzazione delle nuove forze cittadine, si pensi ad esempio a Teatro di Legno e altri, accolti, invece, negli Stabili d’Innovazione locali.

Alla domanda: «Il Mercandate è un teatro coraggioso?», l’82% ha risposto negativamente, convinti che c’è bisogno di una nuova logica teatrale che si fonda con la città e non di un contenitore di perfomance spesso calate dall’alto. Continuando nel questionario, poi, è emerso che, nonostante in Italia ci siano Stabili che gestiscono fino a sette sale, gli intervistati non sono favorevoli alla gestione di tre sale da parte del Mercadante. Per la precisione, il 60% si espresso negativamente, sostenendo che tra Mercadante, Ridotto e San Ferdinando ci siano poche differenze, poca progettualità, non ci siano specializzazioni, che San Ferdinando e Ridotto siano poco e mal utilizzati.

Qualche mese fa, il regista napoletano Carlo Cerciello, aveva lanciato in rete una proposta che ha fatto molto discutere, ovvero la creazione di un bando pubblico per affidare la direzione degli stabili. Nonostante le vena rivoluzionaria e ribaltatrice della proposta di Cerciello, il 56% dei intervistati ha ritenuto si tratti di una utopia, in quanto il sistema attuale appare difficilmente scardinabile trattandosi di un sistema di potere partitico ed economico. La restante parte degli intervistati si è invece detta fiduciosa e convinta del raggiungimento dell’obiettivo posto da Cerciello.

Per quanto concerne le sale teatrali, il 58% degli intervistati, alla domanda: «Credi che il Ridotto del Mercadante abbia bisogno di lavori di ristrutturazione?», ha risposto positivamente. Il Ridotto, infatti, per molti non può ancora essere definito una sala teatrale a causa di un’acustica scadente e un’impressionante scomodità della platea, insomma non all’altezza di uno stabile pubblico. Inquietante, però, la risposta di un 7% che addirittura dichiara di non conoscere il Ridotto. Non più felice è l’opinione che si raccoglie in merito al San Ferdinando, teatro che si dice dover essere dei giovani, ma che per la totalità degli intervistati, altro non è che un peso per l’amministrazione, nonchè un luogo ancora senza una ben precisa identità teatrale.

Ulteriore aspetto su cui si è voluto porre l’accento è stata la questione costi dei biglietti. Obiettivamente i prezzi del Mercadante non sono risultati affatto superiori rispetto agli altri stabili e meritevole è risultata essere l’iniziativa che prevede l’emissione di card a basso costo per cinque spettacoli, per gli intervistati, però, questo non è evidentemente apparso sufficiente se hanno reputato (circa il 92%) il prezzo dei biglietti dello Stabile troppo alti, per un teatro che fa esclusivamente uso di danaro pubblico. L’80%, in più, sostiene che siano pochissimi gli sconti previsti per per soggetti svantaggiati.

Una lancia a favore del lavoro del Mercadante viene spezzata dal Teatro Infanzia. I progetti lanciati in questi ultimi anni, si veda la Stanza Blu (conosciuta dal 61% dei intervistati, che crede sia da valorizzare) o l’impegno costante de I Teatrini, hanno reso il Mercadante uno Stabile che si occupa, con ottimi risultati, d’infanzia (è questa l’opinione del 67% degli intervistati).

Questa indagine è nata per raccontare lo Stabile in tutte le sue sfaccettature, comprese quelle telematiche, come il sito. Il 54% delle persone coinvolte nel sondaggio hanno ritenuto che il sito sia da rifare, essendo per nulla interattivo, multimediale e aggiornato.

Lo staff, invece, appare cordiale per il 35%, da migliorare per il 45% , non all’altezza delle aspettative  per i restanti.

Per quanto riguarda i progetti avviati in questi anni dal Mercadante, la situazione appare molto negativa. Non propriamente dal punto di vista dei risultati ottenuti, quanto prevalentemente sul piano della comunicazione e della pubblicità degli stessi progetti.

E’ il caso, ad esempio, de I Vespertelli, curato da Parrella, Pavolini e Saponaro, ma sconosciuto all’81% delle persone sottoposte alla nostra indagine. La percentuale sale per il progetto Cinema Moralia: il 95% non sa cosa sia. Grazie all’ attenzione mediatica ricevuta, il progetto Arrevuoto, invece, risulta conosciuto da molti e utile per il 75% degli intervistati; la restante parte si è detta, invece, fermamente contraria allo stesso in quanto – sostengono – ha bruciato la strada a numerose piccole realtà che in città si occupavano di teatro ragazzi.

Chiudiamo con gli ultimi due quesiti. Alla domanda: «Quali sono gli spettacoli che reputa di maggior qualità degli ultimi anni?», gli intervistati hanno risposto ricordando La trilogia degli occhiali di Emma Dante, il Don Giovanni di Carlo Cerciello, Gomorra di Mario Gelardi, Anna Karenina di Eimuntas Nekrosius, l’Elettra di Andrea De Rosa e gli spettacoli della Stanza Blu.

Circa i fondi stanziati, infine, un 40% ha dichiarato che i finanziamenti per il Mercandate sono pochi, un altro 40% ha espresso parere opposto, i restanti hanno affermato che andrebbero spesi meglio.

Ciò che si evince alla fine di tutto ciò? Che c’è tanto ancora da lavorare, soprattutto in chiave locale.

Rosario Esposito La Rossa

 

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