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All’Elicantropo va in scena il racconto al femminile del viaggio di cinque emigranti, unite da un desiderio comune: andare oltreoceano per ritrovare la possibilità di sperare.

La Compagnia Teatri di Seta porta in scena al Teatro Elicantropo di Napoli, lo spettacolo Terra di Mezzo (in replica fino al 5 febbraio), liberamente ispirato al film Nuovomondo di Emanuele Crialese, Emigrantes di Aldo Fabrizi ed alcuni testi di Eduardo Galeano. La regia è di Pina Di Gennaro, che oltre ad aver curato la drammaturgia insieme ad Anna Coluccino, ha realizzato anche il disegno luci dello spettacolo. Sul palco, Elisabetta Bevilacqua (nel personaggio di Rosa Mancuso), Marina Cavaliere (Fortunata Mancuso), Serena Lauro (Rita Caruso), Alessandra Mirra (Angela Caruso), Francesca Ponzio (Luce).
Terra di Mezzo è il racconto di un dramma che coinvolge cinque donne con radici diverse (la lingua parlata dalle emigranti è prevalentemente in dialetto siciliano e napoletano), ma accomunate dalla medesima volontà di sperare in una condizione migliore di vita, anche a costo di dover abbandonare i propri affetti. Lo spettacolo si sviluppa in un ambiente onirico, costituito dai sogni delle protagoniste, che trovano concretezza in piccole case bianche sospese nell’aria, una nave che arriva dall’alto per poi fermarsi a mezz’aria tra gli spettatori e un bosco rosso che fa da sfondo alla scena.  Questi sono tutti elementi che fanno parte non solo dei ricordi che le emigranti si lasciano dietro ma anche di quello che in seguito diventerà parte di loro stesse.

Le protagoniste iniziano il loro viaggio, invocando una sorta di canto pregno di speranza e al tempo stesso di dolore a causa della condizione di miseria umana cui sono costrette a vivere e dalla quale stanno fuggendo.  La nave sulla quale si trovano, diventa il luogo di confessione delle loro storie e cioè: quella delle sorelle Caruso (Rita e Angela), prostitute promesse a due facoltosi americani; quella della madre e della figlia (Fortunata e Rosa Mancuso) alla ricerca di un fratello ormai lontano da tempo; quella dell’aristocratica e misteriosa donna (Luce) dal passato ignoto e sulla quale si sviluppano varie tesi circa i suoi trascorsi. Il mare è la vera terra di mezzo, tra la speranza e la paura, tra la partenza e l’arrivo. In mezzo all’oceano, nel timore dell’ignoto, le donne si raccontano  riscoprendo, nella propria femminilità, un forte legame di solidarietà. A comprovare ciò due scene in particolare, quella in cui si pettinano l’un l’altra a conferma della loro volontà di sapersi e volersi venire incontro e quella, commovente, in cui la piccola e disgraziata Rosa nel cuore della notte, mentre le altre dormono, si avvicina all’aristocratica Luce e le accarezza la mano liscia come la seta mentre affonda la testa nel suo morbido vestito, provando, così, stupore per un qualcosa che non aveva mai provato prima, ma anche un forte senso di fiducia per una persona che, in fondo,  conosce da troppo poco tempo.

Oltre a momenti di forte impatto emotivo, non mancano anche momenti di ilarità, il tutto alternato da una ottima selezione musicale  per lo più di tipo tribale a cura di Pina Di Gennaro, con l’aiuto audiotecnico di Gennaro Maria Cedrangolo.

La nave giunge ad Ellis Island e qui il sogno incontra la realtà, ma si tratta di una realtà più dura del previsto, come simboleggia l’alzarsi di una barriera fatta di corde attraverso cui non tutte riusciranno a passare e quindi a realizzare a pieno il proprio sogno. Chi l’attraverserà, invece, si troverà ad essere “giudicata” dagli stranieri (qui vi sarà un vero capovolgimento della scena).

Ma chi sono questi stranieri? E soprattutto, cosa accadrà a  chi non riuscirà o non vorrà attraversare quella barriera? …

Spettacolo molto ben costruito con una particolare attenzione per i dettagli, soprattutto per quanto riguarda l’allestimento scenografico. Un merito particolare va riconosciuto all’interpretazione di Marina Cavaliere (Fortunata Mancuso) che cattura l’attenzione dello spettatore per la sua capacità canora ma specialmente interpretativa, apportando un valore aggiunto alla messainscena.

Francesco La Rocca

 

Teatro Elicantropo

Via Gerolomini, 3 – Napoli

Info: 081 29 66 40

e-mail: teatroelicantropo@iol.it

www.teatroelicantropo.com

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