Manlio Boutique

Maurizio Casagrande in scena al Delle Palme per la regia di Eduardo Tartaglia e le musiche di Gigi D’Alessio.

Il sipario si apre presentando una fabbrica tessile del primo novecento e delle donne dedite a un lavoro estenuante, la cui condizione di precarie sfruttate è resa ancor più evidente dalle continue minacce di due uomini che stanno a sorvegliarle, il tutto è accompagnato dalla canzone “La forza delle donne”. È questo il background del plot del musical Quanti Amori: esso sviluppa la sua trama partendo da un fabbrica di produzione tessile, ma dei giorni nostri, occupata dalle donne che vi lavorano. Su questo retroscena si intersecheranno le varie storie d’amore dipanate su due diversi piani temporali.

Infatti, se i giorni nostri risultano essere il tempo privilegiato, in due occasioni vengono evocate da una occupante, sotto forma di racconto, due storie d’amore ambientate nei primi anni del XX secolo. Due sono, però, le relazioni amorose centrali alle quali le altre fanno da cornice: quella tra Antonio (Maurizio Casagrande) e Anna (Stefania de Francesco), che è tra le due la più importante; e quella tra Sebastiano (Michele Carfora), figlio del proprietario della fabbrica, e Donatella (Susanna Pellegrini), in un primo momento abbandonata da Sebastiano per un suo incerto amore per Anna.

La scenografia di Luigi Ferrigno risulta fatta in modo assai ammirevole, curatissima nei suoi particolari e notevolmente suggestiva soprattutto nei momenti in cui divide il palco nei due piani temporali sopracitati.
A dare risalto alla scenografia e, in modo particolare, alla coreografia di Lello Busiello con i suoi abili ballerini, sono le luci di Massimo Tomasino. Queste viaggiano dalla creazione dell’atmosfera nei momenti di tensione fino alla briosità dei momenti danzanti amplificandoli e rendendoli suggestivi.
Anche l’abilità canora dei personaggi risulta essere, quasi in tutti i casi, di un buonissimo livello, raggiungendo forse i suoi picchi più bassi proprio con Maurizio Casagrande.
Ciò che però è degno di critica sono la recitazione e la sceneggiatura di questo musical. La prima ha i tratti della telenovela, enfatica fino all’inverosimile, particolarmente esagerata e stonata soprattutto nei ruoli femminili. Qui Casagrande si riscatta, poiché, nella generale vacuità emozionale della recitazione, egli riesce almeno a donare una risata al pubblico.
Di cattivo gusto la scelta di far girare il plot intorno a una vicenda così accesa in questo momento – quella della crisi finanziaria e i suoi effetti sull’occupazione in Italia – trattandola in modo così superficiale. Proprio questo risulta essere il punto più debole dell’opera: sebbene si sia detto in interviste e note varie che questo spettacolo ha anche un contenuto sociale, l’effetto sortito è invece contrario, poiché l’eccessiva resa romanzata di questi temi ha come risultato la perdità di concretezza nello spettatore medio, e l’imbarazzo in quello appena sensibile alle vicende.
Lo spettacolo, così, appare voler troppo alleggerire l’atmosfera, confondendo leggerezza e superficialità.

Repliche sino a domenica 22 aprile.

Valerio Corvino

 

Teatro Delle Palme

Via Vetriera, 12 – Napoli

Tel. 081 658 19 25 –  081 41 81 34
info@teatrodellepalme.it

 

Print Friendly

Manlio Boutique