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La figlia del poeta muore all’età di 95 anni.

Si è spenta ieri a Napoli, dopo una vita intensa e da protagonista, la figlia del grande poeta e autore di teatro Raffaele Viviani, Luciana.

Contrariamente al padre, sin da giovane aveva scelto la strada della politica, molto simile – come affermava –  a quella del teatro trattandosi pur sempre di raccogliere  storie del e dal popolo e farsene portavoce. Sempre in prima linea, subito dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere era stata coinvolta nella militanza antifascista e per il suo attivo impegno, durante gli anni della Resistenza, le era stata per questo conferita la Croce al merito. Tra i primi fondatori del PCI a Napoli nel 1945, si è battuta nel Parlamento italiano per quattro legislature.

Da non dimenticare è ancora la sua partecipazione attiva, fin dagli esordi nel 1944, all’interno dell’Unione Donne Italiane, movimento di emancipazione femminile in cui il suo instancabile impegno ha lasciato una indelebile, profonda traccia.

Per la scomparsa di Luciana Viviani, anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inteso ricordarla inviando le sue condoglianze ed esprimendo parole di profondo affetto: «La scomparsa di Luciana Viviani mi commuove e colpisce profondamente. Le sono stato legato da antica lunga e ininterrotta amicizia, da grande stima e simpatia umana, per l’impegno politico e civile che ha espresso con intelligenza, e con personalissimo slancio e calore. Così ha rappresentato in Parlamento la realtà di Napoli, anche in forza di una ricca tradizione famigliare. Ha ovunque sostenuto combattivamente la causa dei diritti e del ruolo delle donne; e ha dato il suo contributo all’avanzamento democratico e sociale del paese».

La Redazione di QuartaParete esprime il proprio cordoglio alla famiglia.

 

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