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A Il pozzo e il pendolo, raccontate da Paolo Cresta accompagnato dai suoni di Carlo Lomanto, vanno in scena la magia e l’erotismo delle novelle orientali.

Paolo Cresta e Carlo Lomanto, sul palco del teatro di piazza San Domenico maggiore, replicano, dopo le due date di ottobre, con la celebre raccolta di novelle orientali Le mille e una notte (questa domenica l’ultimo appuntamento).

La struttura della narrazione rimanda a quella delle scatole cinesi: ogni storia ne contiene al suo interno un’altra e tutte sono incluse in una cornice principale anch’essa costituita da una storia. Si tratta dell’espediente narrativo della narrazione nella narrazione, spesso paragonato a quello del teatro nel teatro che trova tra i suoi maggiori esponenti Boccaccio.

Il racconto principale verte sulla storia di un re persiano, considerato il miglior sovrano dei suoi tempi. Il re ha due figli: il maggiore, Shahriyar, degno erede di suo padre e il più giovane, di nome Shahzenan.

Shahriyar, in seguito al tradimento da parte di una delle sue mogli, però, ecco che inizia ad uccidere sistematicamente le sue spose al termine della prima notte di nozze, dopo averle private della propria verginità. Non essendovi più vergini da sposare, ordina al visir di dargli in sposa una delle sue due figlie. Sharazad, la figlia maggiore del visir, si offre volontaria salvando la sorella predestinata al ruolo. La giovane donna, a questo punto, per evitare di essere uccisa come le altre fanciulle, escogita con la sorella un piano: ogni notte racconta al re una storia rimandando il finale al giorno dopo. Iniziano così i racconti di Sharazad intrisi di elementi fantastici e accomunati da un tema principale: l’astuzia delle donne, per l’appunto.

La donna che, sia essa nobile o schiava, riesce ad uscire trionfante (o quasi) da ogni situazione. La donna che viene considerata inferiore rispetto al sesso maschile, che viene emarginata e alla quale sono riconosciuti pochissimi diritti, è la stessa che senza grandi mezzi, ma semplicemente grazie all’ingegno e all’intelligenza, riesce a tenere l’uomo in pugno e a farlo agire come più le conviene. I racconti entusiasmano il re andando avanti così per mille e una notte, fino a che il re, innamoratosi, le rende salva la vita.

Paolo Cresta coinvolge lo spettatore in questo mondo di intrighi, raggiri e tradimenti apportando alla narrazione una vena ironica scaturita dalla grande capacità di modulare la propria tonalità vocale in base al personaggio che interpreta. L’atmosfera “magica” è ancor più sottolineata dalla scenografia arricchita di elementi arabi come candelabri, drappi rossi e una clessidra che scandisce il tempo della narrazione.

Ma il vero collante tra il palco e lo spettatore è la musica del jazzista Carlo Lomanto che con la sua tecnica vocale trascina chi lo ascolta in atmosfere riscaldate dal sole e dalla sabbia del deserto.  Ancora una volta, dunque, il connubio tra Il pozzo e il pendolo e l’attore Paolo Cresta si rivela una carta vincente , e a confermarlo, fragorosi, arrivano gli applausi degli spettatori.

 

Francesco La Rocca

 

Il Pozzo e il Pendolo

Piazza san Domenico Maggiore, 3 – Napoli

info e prenotazioni: 081 542 20 88

www.ilpozzoeilpendolo.it

 

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