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Il Teatro Piccoli Bellini ospita fino a domenica 11 il debutto dello spettacolo che, con linguaggio grottesco, indaga su incubi, nevrosi e identità perdute.

Sin dall’apertura del sipario, lo spettatore comprende che sotto quel fiume di parole e in quei gesti forsennati della bravissima Antonella Morea, nella parte di Teresa, c’è un segreto, un’ironia sottile che nasconde, confonde, annebbia la verità. Un male oscuro e silenzioso ha spodestato la serenità di Teresa e del fratello.

Per l’ennesima volta la donna si ritrova a chiamare il medico di turno per aver chiarimenti sulla situazione del fratello Raffaele Palumbo, interpretato da Michele Danubio nel duplice ruolo di attore e regista, che si nasconde sotto le coperte protettive del suo letto. Raffaele, a differenza di quanto pensa la sorella, non crede di essere malato, ma pensa che dentro di sè ci sia qualcosa che è allo stesso tempo dannazione e miracolo: il ragazzo crede di essere “incinto” e che la fecondazione sia avvenuta per mano aliena.

Una vera e propria tragicommedia, dunque, quella che si snoda e che trasuda da ogni sproloquio ipnotizzante dei diversi personaggi che animano la pièce: come Assunzione, interpretata da una brillante e spumeggiante Laura Borrelli nelle vesti di una fanatica religiosa che, con le sue parole, cerca di accattivarsi il povero Raffaele, ora con ironia ora sparandogli contro, a raffica, parole su parole da far venire le vertigini; come il garzone della salumeria che puntualmente sbaglia a portare la spesa a Teresa; o come Raffaele Palumbo che si vede additato come pazzo, tanto da sentirsi costretto a rinchiudersi in casa, con balconi e persiane serrate, al fine di nascondere la sua situazione prodigiosa. Ma intorno a lui troppi sono gli occhi e le orecchie e così, dopo un po’, la notizia inizia a passare velocemente di bocca in bocca: televisioni, giornali, internet e il caro buon vecchio vicinato, a cui le notizie arrivano prima che le cose accadano, non si sottraggono dal puntare il dito contro il ragazzo, dallo schiacciarlo e spremerlo come un limone al fine di trovare l’occasione per uno scoop o semplicemente per spettegolare un po’. E sarà proprio questa curiosità malata dei vicini e degli amici di vecchia data a mostrare il rischio di risvolti tragici nella vita di Teresa e Raffaele, sebbene, alla fine, tutto si risolverà nei migliori dei modi.

Paure, silenzi nascosti da troppe parole, prendono quasi forma concreta, tangibile nelle battute e nei movimenti della sorella Teresa. La donna, con grande maestria, coinvolge il pubblico tanto da fargli avere la sensazione di essere lì, vicino a lei, e poter così sentire gli odori di quella casa e avvertire sulla pelle la tensione di un segreto, che sembra non voler venir fuori ma che, in realtà, fa sentire in maniera lampante la sua presenza.

Uno spettacolo esilarante e brillante in tutte le sue parti, pertanto, quello a cui si assiste. Applausi alla regia di Michele Danubio, alle scenografie di Luigi Ferrigno, alle musiche di Adriano Aponte, alle luci di Maurizio di Maio e allo straordinario cast di attori composto da Michele Danubio, Antonella Morea, Laura Borrelli, Agostino Chiummariello, Sergio Fenizia, e Vittorio Passaro.

 

Carmela Pugliese

 

Piccolo Bellini

Via Conte di Ruvo, 14 – Napoli

Contatti: 081 549 12 66 – botteghino@teatrobellini.it

www.teatrobellini.it

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