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Il nuovo NTF sarà di produzione, più internazionale, più attento alla nuova drammaturgia e andrà alla scoperta dei luoghi sconosciuti della città.

Visti i tempi di magra con cui anche il Napoli Teatro Festival deve far i conti – per allestire la stagione 2013 probabilmente saranno disponibili solo la metà dei fondi utilizzati l’anno scorso (circa 6 milioni di euro) – gli organizzatori, ovvero il presidente della Fondazione Campania dei festival Caterina Miraglia e il direttore artistico Luca De Fusco, hanno scelto il motto «programmare per valorizzare», così come espressamente afferma De Fusco.

Anticipare quindi la presentazione del cartellone serve a preparare la città, gli operatori turistici e gli spettatori stranieri e non, e a convogliare una maggiore attenzione turistica sull’evento che racchiude molte prime nazionali ed internazionali. Ma per far fronte ai minor finanziamenti a disposizione si è scelto anche di ridurre il Festival alla sola sezione estiva (6 – 23 giugno) e di ridurre il numero degli spettacoli in cartellone.

I primi 10 spettacoli presentati, a cui si aggiungeranno altri la prossima primavera, costeranno al Festival poco meno di 1 milione di euro grazie alle coproduzioni italiane e/o straniere. Ecco i primi nomi degli spettacoli che delineano i tre filoni del cartellone 2013 (teatro e danza francese, l’Africa, le donne di Shakespeare): la prima mondiale de Le dépeupleur di Samuel Beckett per la regia di Peter Brook; La bisbetica domata di William Shakespeare un’altra prima mondiale nonchè prima regia italiana di Andrej Končalovskij; Circo equestre Sgueglia di Raffaele Viviani per la regia dell’argentino Alfredo Arias; Spam, altro spettacolo con firma argentina, quella di Rafael Spregelburd, che ha scritto anche la drammaturgia; La réunification des deux Corées di Joël Pommerat, autore di punta del teatro francese contemporaneo; Bobo-Dioulasso, tratto dal film “Bamako” di Abderrahmane Sissako,  con adattamento e regia di Jean-Louis Martinelli e, infine, anche quest’anno una regia dello stesso Luca De Fusco, Antonio e Cleopatra di William Shakespeare con musiche di Ran Bagno.

Tra gli spettacoli di danza previsti, andrà in scena in prima mondiale Vertigo 20, il nuovo spettacolo della Vertigo Dance Company di Gerusalemme che torna a Napoli per il secondo anno consecutivo; la prima italiana di Desdemona, con la regia di Peter Sellars e, ancora, Trocadero (titolo provvisorio) del coreografo José Montalvo, artista franco-spagnolo di fama internazionale.

Noti già i 30 nomi degli spettacoli della nuova edizione del E45 Napoli Fringe Festival a cui verrà dato un contributo alla produzione di 5000 euro. La selezione della compagnie, che avveniva in passato unicamente sulla base del materiale video e cartaceo pervenuto, è stata sostituita quest’anno da una presentazione dal vivo di un estratto dello spettacolo della durata di 10 minuti di fronte a una giuria di direttori di teatri e festival nazionali e internazionali avvenuta presso il Teatro Niccolini dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Tra questi, sei le compagnie napoletane scelte: la Compagnia Danza Flux, Flegreinarte, Francesco Colaleo, Hermit Crab-Rosso Simona e Fortunato Cerlino, Nerosesamo, Patraio produzioni; una compagnia di danza gallese: Sioned Huws; una compagnia di danza italo-olandese: Annika Pannitto; quattro compagnie di danza: Egribiancodanza, Eleonora Ciocchini/Artisti Associati Sosta Palmizi, Ibicultura e Muxarte, nO (Dance first. Think Later); una compagnia di teatro sensoriale: Officina Sensi in collaborazione con BABEL CREW; un gruppo internazionale che lavora sulle disabilità motorie causate da disturbi neurologici o psichici: Looking for Michele/Ludwig; un lavoro firmato da Michele Cremaschi che si avvale dell’utilizzo di ologrammi.

Anche l’idea di far utilizzare ai registi attori e tecnici napoletani, che verranno scelti attraverso un bando pubblico presentato prossimamente sul sito del festival, serve a ridurre ulteriormente i costi e, come sottolineato dall’assessore Miraglia, a creare un «sistema che produca economia nella nostra regione ed esporti cultura all’ estero» .

Per ora, però, l’economia prodotta non è proprio in positivo visto che alcune compagnie impegnate nelle ultime due stagioni non sono state ancora pagate – il «risolveremo il problema» pronunciato dall’assessore non è affatto rincuorante – e il “sistema” sembra solo un sistema chiuso dove a farsi il bagno in piscina sono sempre i soliti pochi nomi.

Irene Bonadies

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