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Piace e diverte la rivisitazione teatrale del film, per la regia di Vittorio Adinolfi.

La locandina dello spettacolo

Fino al 2 dicembre presso il teatro Spazio Libero, sito in via del Parco Margherita, è andato in scena M (Morte) di Woody Allen, trasposizione teatrale del celebre film Il Mostro di Düsseldorf di Fritz Land, ripreso in chiave divertente dal regista newyorkese con Ombre e nebbia. Vittorio Adinolfi ne ha curato sia la regia che l’adattamento teatrale mentre la direzione artistica è stata affidata a Nicola Guarino, anche attore sul palco insieme a Marcello Cozzolino, Angela Rosa D’Auria, Vito Marotta, Francesco Pace e Marco Pesacane. Hanno partecipato, inoltre, attraverso il video, Marco Cavalli e Diego Sommaripa.

La commedia risulta interessante sia perché è molto godibile e divertente sia perché si è riusciti a non perdere il riferimento cinematografico. In tal senso, sono state utilizzate e ben mescolate tra loro varie trovate, come la comparsa dello strillone che con la sua immediatezza riesce a trasformare una semplice notizia in un vero e proprio scoop per vendere il giornale. Per di più, alcuni dei personaggi della storia entrano ed escono dall’immagine proiettata sul muro con inquadrature da primo o primissimo piano interpretabile come uno sguardo intimista e indagatore.

Di fatto, ciò che avviene sul palco è una vera e propria indagine portata avanti però da un gruppo di cittadini decisi a trovare l’assassino che semina terrore ormai da tempo nel quartiere e che la polizia non riesce a catturare. Appare chiaro quindi il messaggio secondo il quale dove lo stato è manchevole, il singolo deve provvedere alla sua sicurezza.

A tal fine, il protagonista della storia, ovvero Kleiman interpretato da Guarino, viene svegliato improvvisamente nel cuore della notte per svolgere un compito fondamentale e segreto per trovare l’omicida. A tale ricerca prendono parte varie persone e ciascuno viene affidato un compito preciso, solo Kleiman non conosce il suo.

Si trova così ad affrontare una doppia e quanto mai strana situazione: non solo deve scoprire quale sia il suo ruolo nella vicenda ma anche sfuggire in tutti i modi alla ferocia del serial killer in circolazione. Durante questa stramba nottata, il protagonista dovrà confrontarsi con altrettanti strambi e ben caratterizzati personaggi, come la “puttana” e lo “strillone”, che all’improvviso nel finale si erge a giudice pronto ad emanare la sentenza definitiva.

A Nicola Guarino va sicuramente il merito di rendere in scena un’ottima versione teatrale di un tipico personaggio alla Woody Allen, riprendendo i suoi tic, le sue insicurezze, le sue battute e i riferimenti ironici, oltre che la sua classica postura delle spalle e delle mani e le sue turbe psichiche. Insomma la sua interpretazione è sia di carattere fisico che psicologico.

È anche possibile mettere a confronto M (Morte) con Delitto e castigo di Dostoevskij per il valore che danno entrambi alla ricerca, all’indagine poliziesca e in qualche modo psicologica e soprattutto al disvelamento della verità che deve partire direttamente dall’omicida. È ovvio che le due opere allo stesso tempo sono anche diverse tra loro in quanto lo spettacolo di Adinolfi ha toni più leggeri e goliardici rispetto al capolavoro della letteratura russa. Ma allo stesso modo del protagonista del romanzo originale, questo Kleiman, sebbene da principio sembri inadatto a fronteggiare situazioni e relazioni umane, si trova, invece, poi sempre pronto alla battuta finale.

 

Gabriella Galbiati

 

 

Teatro Spazio Libero

via del P.co Margherita, 28/b – Napoli

tel. 081 40 27 12

www.spazioliberoteatro.it

 

 

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