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L’intervista all’autore de L’ Incoronata Da questa parte (ovvero quello che manca).

 

Emanuele Tirelli. Foto di Gilda Rotello

Al Sancarluccio di Napoli i primi giorni di dicembre sono stati interamente dedicati alla drammaturgia di Emanuele Tirelli, giovane autore napoletano, casertano d’adozione, che ha assistito alla messa in scena dei suoi ultimi lavori: Da questa parte (ovvero quello che manca) con Assia Favillo e L’Incoronata, per le matinée con Mariangela D’Amora, entrambi per la regia di Iolanda Salvato.

Quando hai cominciato a scrivere, hai scritto sempre e solo di teatro ?

Ho iniziato a scrivere una decina di anni fa e da quel momento non ho più smesso. La considero una necessità. Mi sono avvicinato alla drammaturgia solo alla fine del 2010 con L’Incoronata e possiamo dire che è stata una prima volta fortunata: ho scritto un testo che è andato subito in scena e che replicherà anche in questi mesi. La mia scrittura parte dalla narrativa: la letteratura è la mia prima frequentazione, mentre quella teatrale si è irrobustita piano piano con il passare degli anni solo ad un certo punto, infatti, ho pensato che avrei voluto esplorare direttamente il linguaggio drammaturgico.

Come è avvenuto il tuo incontro con Iolanda Salvato e quali sono le vostre affinità “elettive”?

L’incontro tra me e Iolanda è avvenuto lavorando per una produzione di respiro nazionale. Abbiamo iniziato quasi subito a collaborare per un suo spettacolo e quando le ho fatto leggere il copione de L’Incoronata è stata felice di accogliere l’invito. Cosa ci ha avvicinati? Credo il desiderio irrinunciabile di mettere in scena qualcosa di nuovo, di inedito e in linea con le nostre esigenze.

Ci sono state tue “incursioni” nella regia dell’ ultimo spettacolo o hai affidato completamente a Iolanda la responsabilità e quindi la libera interpretazione del testo?

Il copione è ricco di didascalie, anche per le immagini: alcune sono state seguite, altre interpretate in modo differente. In questa circostanza non ho condizionato in alcun modo la regia, se non con qualche brevissima conversazione e una prima lettura comune. In futuro, però, vorrei concedermi maggiormente alla fase della messinscena.

Cosa ti ha spinto a scrivere un testo come  Da questa parte? Quali sono i punti che ritieni finiti e quali invece ancora deboli?

Dopo L’Incoronata, non avevo intenzione di scrivere subito un altro monologo per un personaggio femminile. Poi, ho riletto la Medea di Euripide e Bash di Neil Labute e sono arrivato alla stesura di Da questa parte. Col senno di poi, credo d’aver sviluppato l’ultima frase de L’Incoronata e d’aver dato forma al pensiero che la solitudine genera la moltiplicazione di sé. Per quanto riguarda il copione, sono molto contento degli equilibri tra i tre movimenti. La realizzazione dello spettacolo, invece, è merito soprattutto di Eva Di Tullio: una persona che ha visto il mio lavoro precedente e ha deciso di sostenere concretamente la mia scrittura.

Stessa domanda per quanto concerne lo spettacolo: quali sono i punti forti e quali quelli su ancora l’attrice e la regista devono ancora lavorare?

Non ho influenzato la regia prima del debutto e non credo lo farò nemmeno adesso. Avremo di sicuro un incontro per parlare dell’evoluzione della messinscena fino ad oggi, ma sarà una chiacchierata aperta. Saranno loro a proseguire autonomamente il lavoro con un occhio al copione come punto di riferimento.

Prossimamente dove e quando vedremo ancora Da questa parte? Stai già scrivendo qualcosa di nuovo? Ce ne puoi parlare?

Da questa parte replicherà nel 2013, ma purtroppo non è possibile comunicare i nomi dei teatri che ci ospiteranno perché non hanno presentato ancora le rispettive rassegne. Saremo comunque sicuramente anche in Campania. Stesso discorso per L’Incoronata. In questo periodo sto già lavorando a qualcosa di nuovo e vorrei che fosse in grado di conservare lo spirito dei due testi precedenti, ma anche di prenderne decisamente le distanze. Nel frattempo, il Teatro Civico 14 di Caserta mi ha chiesto di partecipare con il racconto La tempesta perfetta alla raccolta Vicolo della Ratta, civico 14 in uscita tra poche settimane.

 

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