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Al Piccolo Bellini in scena un’opera che tenta di riproporre un genere vetusto, vestendolo di contemporaneità.

Non tradisce le premesse e nemmeno le promesse l’opera di Carmine Borrino presentata al Piccolo Bellini, in scena fino all’ 8 dicembre. Il ricettario è quello di un genere autoctono, la sceneggiata, che l’autore ama rimodellare e adattare ai canoni moderni. In Core Spezzato accade esattamente questo, si cala una storia satura di contemporaneità in un contesto teatrale di genere, che resta nei limiti della fruibilità: non esagerando e non diventando eccessivamente prosaico e istrionico, così come la sceneggiata vorrebbe.

Anzi, per la verità lo spettacolo di Borrino ha il pregio di fare una sana ironia sugli aspetti più eccessivi di questo genere di messe in scena, conservandone, per così dire, gli elementi basilari che tracciano l’andatura dell’opera.

È il turismo sessuale a far conoscere Mira (Melania Esposito) e Massimo (Borrino). La conoscenza si tramuta in relazione stabile, poi alterata da Veronica (Sara Saccone), “regolarmente” napoletana, che Massimo decide di sposare, lasciando Mira sola in terra straniera. Il crescendo di sofferenza di Mira si sviluppa proprio sotto l’ala del nostrano genere teatrale, concludendosi con un finale che, appunto, non tradisce i presupposti.

È un’ora piacevole, in cui si prova a narrare un piccolo spaccato di presente senza troppi fronzoli e senza la pretesa di fare introspezione (sebbene il personaggio di Mira sia psicologicamente molto più complesso degli altri due). Se Carmine Borrino riuscisse a limare alcuni momenti di sano e fisiologico protagonismo che ha il sapore di superfluo, lo spettacolo acquisterebbe una definitiva organicità a suggello di un effettivo progresso di scrittura rispetto ai lavori precedenti.

Andrea Parré

 

Teatro Bellini – Teatro Stabile di Napoli

Via Conte di Ruvo 14, Napoli

Contatti: 081 549 12 66 – botteghino@teatrobellini.it

www.teatrobellini.it

Costo biglietto: 15 euro

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