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Fortunato Calvino porta in scena alla Sala Assoli l’amore omosessuale tra due giovani gangster

 

Ivano Schiavi e Pietro Juliano

In una periferia desolata e dimenticata da Dio si intersecano due storie impregnate di violenza, sangue, odio, amori soffocati, taciuti, lasciati scappare. Un regno dove è la malavita a dominare e le sue leggi decidono la vita e la morte delle “sue pedine”.

Alla Sala Assoli si parla di amori proibiti con “Cuore Nero” di Fortunato Calvino, in scena fino al 16 dicembre. Una vecchia chiesa sconsacrata diventa qui un rifugio, un luogo di pace dove il caldo sole estivo filtrando dalle vetrate rotte, dona un senso di pace e serenità, lasciando così, almeno per un po’, tutto il marcio che c’è fuori.

Ed è proprio questa chiesa che vede e ode tutta la tristezza, l’amarezza, la paura dei due giovani amici Pietro (Pietro Juliano) e Tommaso (Ivano Schiavi) che, per essere qualcuno, si sono affiliati a un boss che commissiona loro omicidi e rapine; marionette inconsce di un burattinaio pronto a buttarle nel fuoco quando le cose girano male.

L’altra anima tormentata è Anna ‘a Rossa (Laura Borrelli), una prostituta che, in quella che una volta era la sagrestia, vende senza passione il suo corpo all’uomo di turno, minacciata di morte dalle donne del paese e dalla fidanzata di Rino (Angelo Borruto) (rimando a Bocca di Rosa di De André), il quale arde di passione per la bella rossa tanto da chiederle di fuggire con lui, di abbandonare quel mondo corrotto che si nutre della loro linfa vitale riducendoli in “munnez”.

L’amicizia tra Pietro e Tommaso nasconde un segreto troppo grande per essere svelato al mondo. I loro giovani corpi trasudano amore reciproco, ogni gesto, ogni abbraccio, ogni sguardo e risata suona come una danza d’amore che viene continuamente interrotta dalla dura realtà: la malavita, meschina e ghettizzata, non approverebbe mai l’amore tra due uomini, un amore omosessuale.

Una passione la loro che li porta continuamente a cercarsi, sfiorarsi, toccarsi, ad essere lì, a due millimetri l’uno dall’altro, all’attimo in cui solo un bacio manca a scandire e coronare questo amore, ed è in questo istante che il ”buon costume” rompe l’incantesimo portando i due amanti ad un continuo scontro e incontro, un continuo cercarsi e respingersi, celare, nascondere, sopprimere e mettere a tacere il pulsare dei loro cuori.

Una frase di Anna rivolta a Tommaso rimbomba nel silenzio della chiesa, “non lasciarlo morire” mettendo la mano sul cuore del giovane. Parole che sembrano squarciare quei tabù che imprigionano la libertà di amare. Parole pronunciate con l’ amarezza e la speranza di chi vuole credere che un mondo migliore sia possibile.

Le due rose rosse poste sull’altare dalla prostituta ci mostrano che, a dispetto di ciò che i parroci recitano durante i riti nuziali, la morte non separa i due amanti, ma regala loro l’unione eterna.

Fortunato Calvino ha dato vita e forma ad uno spettacolo sublime che regala al pubblico momenti di ilarità, grazie alla briosa e ed esuberante recitazione di Laura Borrelli, uniti a momenti di disillusione. Un encomio va all’intero cast che con maestria e finezza ha interpretato ruoli che rompono con tutti quei preconcetti del “buon pensare”. Le scene di Pasquale Galluccio, le musiche originali di Paolo Colletta ed i costumi di Annamaria Morelli hanno dato il tocco magico a questa straordinaria pièce.

 

Carmela Pugliese

 

SALA ASSOLI
Vico Lungo Teatro Nuovo, 110 NAPOLI
tel. 081.19563943

Orari: 20.30 (feriali), ore 18.00 (domenica)

Prezzo: 11/20 euro

 

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