Manlio Boutique

Un’interessante rivisitazione dell’opera di Ionesco, firmata dalla regia di Sergio Di Paola.

 

Fino al 6 gennaio al Theatre De Poche sarà in scena Il Gioco della coppia, per la regia di Sergio Di Paola, con Peppe Miale e Lorena Leone e la partecipazione di Leda Conti, Stefano Pascucci e Mauro Rea. Lo spettacolo, presentato da Le Pecore Nere s.r.l., si ispira a Delirio a due di Eugene Ionesco e segna in maniera brillante l’inizio della stagione 2012/2013 del teatro, cominciata in ritardo rispetto agli altri.

Sul palco una costruzione di legno completamente bianca rappresenta un’angusta e piccola stanza, ai cui lati opposti sono collocati dei mobili, quasi a voler mimare le opposizioni dei due personaggi e i sessi a cui appartengono. Anche gli abiti che indossano sono di colore diverso: il vestito e la vestaglia di lei sono marroni e quelli di lui, invece, verdi. Si tratta di due colori che, in effetti, richiamano la terra e ciò che è terreno, quasi a voler riprendere simbolicamente i problemi reali e concreti, relativi soprattutto alla comunicazione dei due personaggi. Una quotidianità da molti conosciuta.

Inoltre, i due mobili descritti prima sono rivolti verso il pubblico e lo specchio da tavolo della protagonista femminile non ha il vetro al suo interno, come a testimoniare che il suo riflesso è in realtà la quarta parete che sta assistendo al suo dramma di vita coniugale. Infatti i due protagonisti sono una coppia da circa tredici anni il cui rapporto è segnato ormai dalla noia, dalla ripetizione e da discussioni pressoché inutili e quasi prive di senso, intraprese per il puro gusto di litigare.

La maggior parte del loro tempo viene trascorsa dibattendo se la lumaca e la tartaruga siano lo stesso animale. Lei, che è a favore di tale tesi e che non ha evidentemente alcuna nozione di zoologia, affronta tale discorso in maniera molto frivola e incisiva, mentre lui, che invece sembra quasi voler prendere più seriamente la questione, non riesce a trovare un modo efficace per controbattere. Quest’ultimo poi finisce quasi sempre per soccombere alla volontà di lei, che appare anche più energica dal punto di vista fisico. Ma tali litigi non fanno altro che nascondere la frustrazione di lei verso una vita noiosa ed un rapporto privo di passione, oltre che una forte idiosincrasia nei confronti di un uomo, per il quale ha abbandonato il marito e che sperava le avrebbe regalato un amore romantico e travolgente.

L’unico spiraglio verso l’esterno è rappresentato da una piccola finestra dalla quale provengono i frastuoni e la violenza di una guerra combattuta sotto casa ma di cui i due protagonisti non sanno assolutamente nulla. Ignorano sia le cause che i partecipanti alla guerra, e non tentano neanche di informarsi su chi siano i vincitori e quali cambiamenti potrebbero portare nella società e nelle loro mediocri esistenze. Ciò che conta è che il rumore sia finito e che loro due siano salvi. Un disinteresse tipico dei nostri giorni, di chi guarda distrattamente il telegiornale e di chi sa che c’è una guerra in atto non lontano da casa ma non ne conosce il perché. Lo stesso vale per gli eroi della nostra storia che preferiscono sentirsi al sicuro sbarrati in casa e indifferenti a tutto, tranne che al loro aspetto fisico, all’acconciatura e all’efficacia e al valore commerciale delle lozioni per il corpo utilizzate.

Bisogna tuttavia sottolineare che la vicenda viene presentata con toni leggeri e che i due attori con le loro performance riescono spesso a donare risate al pubblico. Insomma, lo spettacolo induce, sì alla riflessione, ma senza disdegnare il divertimento e solo per questo vale la pena andare a vedere Il Gioco di coppia. Inoltre, tra Peppe Miale e Lorena Leone vi è una grande complicità e sinergia che appare evidente anche durante alcune scene in cui sembrano quasi ballare insieme per come si muovono.

Molto significativi ed interessanti risultano, infine, gli oggetti che vengono calati dall’alto e ognuno dei quali porta a suo modo scompiglio sul palco in quanto hanno una grande valenza simbolica. In particolare, possiamo segnalare l’orologio, le cui lancette ruotano in senso anti-orario e per cui la storia, arrivata alla sua fine, deve ricominciare daccapo, come un eterno ritorno dell’uguale di qualcosa che c’è sempre stato e sempre ci sarà.

Gabriella Galbiati

 

 

Theatre De Poche

Via Salvatore Tommasi, 15 – Napoli

Tel: 081 5490928

info@theatredepoche.it

www.theatredepoche.it

Costo biglietto: 10 euro

In scena fino al 16 gennaio (esclusi 31 dicembre e 1 gennaio)

Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 21; domenica ore 18

 

Print Friendly

Manlio Boutique