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La difficile realtà degli OPG al centro del lavoro di TeatroInGestazione. Mercoledì sera all’Astra la messa in scena.

 

Alla luce della riforma che riguarderà gli ospedali psichiatrici giudiziari (Legge n. 9/2012) destinati alla definitiva chiusura entro il 31 marzo 2013, a partire dalla scorso anno, si è pensato ad una serie di proposte culturali con l’obiettivo di portare la questione all’attenzione dell’opinione pubblica affinché si preveda una valida alternativa alla dismissione dei cosiddetti manicomi criminali e, di conseguenza, alla cura delle persone che vi vivono.

 

In particolare, con il patrocinio del Polo delle Scienze Umane e Sociali dell’Università di Napoli Federico II, nell’ambito delle ricerche del Dipartimento di Scienze penalistiche, criminologiche e penitenziarie della facoltà di Giurisprudenza , è stato avviato il progetto “Io ti scrivo”, scambio epistolare tra gli internati e gli studenti,  realizzato in collaborazione con il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria (Direzione dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa) e l’Asl di Caserta (Direzione sanitaria dell’opg di Aversa).

 

Ad esso va ad aggiungersi, il 9 gennaio alle ore 19, presso l’Academy Astra di via Mezzocannone – Napoli, un’ulteriore iniziativa: lo spettacolo Che ne sarà dei fiori. Contributo all’affermazione dei diritti civili di Anna Gesualdi e Giovanni Trono (ovvero TeatroInGestazione), impegnati a condurre un laboratorio di teatro all’interno proprio dell’ospedale di Aversa. La messa in scena sarà preceduta, alle 17.45, dalla proiezione del documentario: “Caini di Aversa” di G. Nicois e L. Palamara, realizzato all’interno dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa, e seguita da un dibattito, alle 19.30, moderato da Marco de Martino.

 

Il testo di Che ne sarà dei fiori si ispira al dramma Donna Rosita nubile di Federico Garcia Lorca e il lavoro, spiegano i curatori, «è stato condotto affinché gli internati stessi fossero autori delle scene, delle immagini, dei contenuti di questo studio, cercando di dare loro quella libertà di espressione e visione che gli è negata. Del testo di Lorca hanno mantenuto l’illusione di una promessa a cui credono ancora».

Ileana Bonadies

 

www.teatringestazione.com

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