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Malata da tempo, l’attrice muore a 71 anni. Signora del teatro e del cinema, aveva lavorato con i più grandi registi.

Melato e Giannini in "Travolti da un insolito destino"

Malata da tempo di tumore, Mariangela Melato muore a 71 anni. L’attrice lascia così la scena, insieme al mondo.

Mattatrice perfetta per quasi tutti i ruoli recitativi, dalle commedie cinematografiche come Mimì metallurgico ferito nell’onore, alle performance davanti al pubblico, alle tragendie antiche, dei greci e di Shakeaspeare.

Signora del teatro con Fo o Ronconi, del cinema con Avati, Bertolucci, Monicelli, per lei recitare era «un bisogno, come quello di amare o di andare in bagno».

Per questo giovanissima aveva studiato pittura all’Accademia di Brera: per pagarsi i corsi di recitazione di Esperia Sperani disegnava manifesti e lavorava come vetrinista alla Rinascente. Fatica che diede i suoi frutti nel 1960, anno dell’esordio con la compagnia di Fantastico Piccoli, con cui debuttò in Binario cieco di Terron.

È nel teatro che subito si afferma: negli anni Sessanta, lavora con Dario Fo in Settimo Ruba un po’ meno e La colpa è sempre del diavolo, oltre che con Visconti nella Monaca di Monza.

Ma è nell’Orlando furioso di Luca Ronconi che raggiunge il primo vero successo. Seguito da Alleluja brava gente di Garinei e Giovannini. Sul palcoscenico, sarà anche Medea di Euripide, Fedra, la Bisbetica domata di Shakespeare.

L'attrice in un'immagine recente

Poi è la volta del cinema, lavora con Giuseppe Bertolucci (Oggetti smarriti e Segreti segreti), con Franco Brusati (Dimenticare Venezia e Il buon soldato), con Pupi Avati (Aiutami a sognare), Mario Monicelli (Panni sporchi).

Passò alla storia la sua interpretazione in Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto di Lina Wertmuller, in cui recitò con Giancarlo Giannini.
Si amò per moltissimi anni con Renzo Arbore.

A Napoli interpretò accanto a Massimo Ranieri la trasposizione televisiva di “Filumena Marturano”, del maestro della tragicommedia napoletana Eduardo De Filippo, prodotta dalla Rai. Non interpretò Filumena, troppo bella per lei, ma Titina “brava ma brutta”.

Ora si chiude il sipario sulla sua vita e questa volta non è lei ad inchinarsi, ma il suo pubblico che la lascia con un applauso.

 

 

La Redazione

 

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