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Lino Volpe diverte e incanta il pubblico con la storia di Tonino Nasibù

Fino a oggi, domenica 13 gennaio, Lino Volpe è in scena al Teatro San Carluccio con il suo Vico tutti Santi. Storie e segreti di Tonino Nasibù, per la regia di Claudio Tortora e con la partecipazione musicale di Sasà Piedepalumbo alla fisarmonica e di Francesco Ponzo alla chitarra.

Il musicista napoletano, per quasi due ore di spettacolo, prende il pubblico e lo conduce in uno dei tanti vicoli che popolano la nostra città, e che la caratterizzano con i suoi abitanti e racconti. La strada della nostro racconto si chiama proprio Vico tutti I Santi e si trova nel cuore del centro storico di Napoli, nel quartiere San Lorenzo, zona forse poco conosciuta e poco valutata, ma che è parte integrante di una tradizione, che mai si stanca di ripercorrere.

La nostra cultura però, come quella di qualsiasi altro paese, è continuamente soggetta al cambiamento e all’influenza di nuove tendenze, per cui si corre il rischio non solo di abbandonarne alcuni aspetti essenziali ma anche di dimenticarli. Lino Volpe si sofferma così sulla memoria e sul passato, descrivendo, nella prima parte dello spettacolo, il vicolo e quelle tradizioni cadute ormai in disuso, come ad esempio o’ masses’, una specie di yogurt venduto in un vasetto di vetro da un ambulante che ogni giorno girava per il quartiere intonando una cantilena per attirare i bambini.

Donando alle persone in sala la sensazione di essere proprio in quella stradina, grazie alle immagini vivide e toccanti che il suo cantastorie regala. L’intento dichiarato è quindi di mantenere vive le nostre vere radici, che spesso vengono messe in disparte e che invece ci dicono chi siamo.

Vico tutti i Santi ha anche ospitato molti uomini sopravvissuti alla fame e alla miseria della seconda guerra mondiale: vero incipit del secondo atto dello spettacolo e cuore di tutta la vicenda. Infatti la parte iniziale può essere considerata solo un “antipasto” della messa in scena, dedicata in realtà al personaggio di Tonino Nasibù, un eroe della vita quotidiana, simbolo dell’arte dell’arrangiarsi, tutta napoletana, capace di non perdere il sorriso di fronte alle difficoltà. E Lino Volpe lo rievoca, dismessi i panni del cantastorie e indossando quelli di un caro amico di Tonino, con il quale ha vissuto tante esperienze e di cui conserva un felice ricordo.

Di Tonino Nasibù non si può svelare nient’altro, perché lui in qualche modo costituisce una leggenda che vale la pena ascoltare dal vivo, senza che qualcuno ne riveli la sorpresa.

Si spera che Lino Volpe continuerà a portare Vico tutti Santi a teatro per dar luce a avvenimenti che non si conoscono, ma da cui si può imparare tanto. La bravura del nostro cantastorie risiede nella capacità di mescolare riso e toni amari in modo equilibrato.

L’artista ha anche ricordato del momento difficile che sta attraversando il Teatro San Carluccio, che è a rischio chiusura e  resiste nonostante i problemi economici. Il teatro, in questo momento, ha bisogno dell’appoggio delle persone, a cui vengono offerti vari modi per essere d’aiuto.

Bisogna infine aggiungere che la musica dal vivo arricchisce molto lo spettacolo non solo per la maestria dei musicisti professionisti in scena, ma anche per l’esibizione di Volpe, che suona e canta sia canzoni della tradizione napoletana che alcune del suo repertorio, come C’amma fa, Tarantella nascosta e Lacrema trattenuta.

Repliche al Teatro delle Arti a Salerno dal 2 marzo.

 

Gabriella Galbiati

Teatro San Carluccio

via S. Pasquale a Chiaia, 49

tel. 081 405000

www.teatrosancarluccio.com

Costo biglietto: intero 15 euro, ridotto 10 euro

Orari: venenerdì e sabato ore 21, domenica ore 18.30

 

 

 

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