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Al Lanificio25 è andato in scena Dentro la Cenere, lo spettacolo della compagnia Teatri di Seta, per la regia di Pina de Gennaro.

 

Siamo in un non luogo, o meglio siamo in ogni luogo; una sorta di limbo metaforico dove gli attori Marina Cavaliere, Emilio Marchese, Alessandro Paschitto si muovono, danzano e trascinano lo spettatore nella loro realtà. La scenografia suggestiva di Tiziana Mastropasqua aiuta a rendere ancora più eterea la scena. Veli trasparenti assumono un duplice significato: il primo, più superficiale, rappresenta le pareti di una casa; il secondo, più profondo, simboleggia la linea invisibile che separa la cruda realtà esterna dall’oasi che i personaggi si sono costruiti, tra quelle muraglie così fragili e sottili eppure così forti contro gli scontri di fuori. I loro corpi danzanti si muovono al ritmo incessante delle bombe lanciate sulla città, colpi violenti, duri.

Lo scenario è apocalittico: è in atto una guerra che non lascia scampo, una battaglia che riduce tutto in cenere e trasforma il panorama in un ammasso di macerie, morte e paura. La cenere, silenziosa e fragile, ricopre ogni cosa, ogni suo granello urla disperazione, distrugge e soffoca ogni forma di vita. Ed è in questo clima che si snoda la storia di un uomo e di una donna che con grande ostentazione restano lì, in quella casa distrutta e ricostruita da loro, mattone dopo mattone. Passano le loro giornate a seppellire i morti, a dare loro il giusto riposo , siano essi militari o civili.

Ad uno ad uno vengono schedati, forse un giorno qualche loro familiare verrà a cercarli.

Le vite dei due coniugi sono appese al capriccio del tempo, da dieci anni aspettano e continueranno a farlo fino a quando, dopo l’annuncio della fine della guerra, vedranno piombarsi in casa un giovane militare, barlume di speranza inatteso, fioca luce che può ridonare calore. La loro attesa è finita?

L’atmosfera claustrofobica, soffocante, che sembra non lasciare vie di fuga ai protagonisti, viene alleviata da momenti di leggerezza, di piccole battute che nascondono un sottile umorismo pirandelliano. Alla fine tutto ritorna al principio, una fine che è inizio e viceversa. Un finale che lo spettatore intuisce prima della chiusura della pièce, ma che fatica a credere, sperando fino alla fine.

Uno spettacolo che intrappola il pubblico in un non tempo, in uno stato di continua veglia e attenzione. Grande merito va alla sinergia che regista, compagnia e scenografia hanno saputo creare, mescolando bene le loro arti per dar vita ad una messa in scena davvero sorprendente.

 

Carmela Pugliese

Lanificio 25

Piazza Enrico De Nicola, 46 – 80139 Napoli

Contatti: info@lanificio25.it –  Tel.  081 6582915

www.lanificio25.it

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