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La scuola delle mogli, un classico del teatro di Molière tra commedia e dramma.

Non può non considerarsi un’impresa meritoria quella che il Teatro Stabile di Genova ha voluto coraggiosamente affrontare portando in scena La scuola delle mogliuna delle opere forse più complesse e controverse che il genio creativo di Molière abbia mai scritto. L’impresa, al di là delle oggettive difficoltà con le quali ha dovuto misurarsi, appare ancora più degna di lode se si guarda al risultato ottenuto, che ha saputo porsi, almeno per chi scrive, ben al di sopra di ogni più ragionevole aspettativa.

La pièce, che calcherà il palcoscenico del prestigioso Teatro Mercadante ancora per oggi, 17 febbraio, si è avvalsa dell’ottima e accurata regia di Marco Sciaccaluga che, con felice intuizione, ha voluto trasporre la vicenda in un’ambientazione piccolo borghese degli anni ’20 del secolo scorso, affidandone la realizzazione alle sorprendenti ed efficaci soluzioni scenografiche ideate da Jean-Marc Sthele’ e Catherine Rankl.

Portata alle scene per la prima volta il 26 dicembre del 1662 al Théâtre du Palais-Royal di Parigi, La scuola delle mogli rappresenta uno dei massimi vertici che l’arte di Molière abbia saputo raggiungere, l’opera nella quale in maniera più compiuta e matura emerge tutta la carica dirompente che promana dal suo sguardo realistico e satirico sugli uomini e sulle cose. La visione del mondo del grande commediografo francese, per quanto caratterizzata da una spiccata vis comica, è sempre, costantemente attraversata da una sottile venatura malinconica, da un riso amaro e beffardo teso a lasciar trasparire le miserie umane e le contraddizioni insite nella realtà, col preciso intendimento di valicare i limiti del buon senso e di scandalizzare ponendosi pervicacemente contro le convenzioni sociali e la morale corrente.
La storia di Arnolfo, splendidamente interpretato da un elegante Eros Pagni in evidente stato di grazia, condensa tutti gli elementi tipici del teatro di Molière. L’uomo, ormai non più giovane, è convinto che l’infedeltà coniugale sia la conseguenza inevitabile dell’istruzione e che i rischi maggiori provengano per lo più dalle donne colte e intelligenti. A nulla valgono, contro questi suoi convincimenti, le più equilibrate e sensate obiezioni sollevate dall’amico Crisaldo (Federico Vanni), che invano tenta di distoglierlo dai suoi astrusi filosofemi sull’amore e sulla natura umana. Arnolfo decide così di plasmare a suo piacimento una giovane ragazza allo scopo di sposarla, l’ingenua e candida Agnese (Alice Arcuri), incarnazione perfetta dell’insipienza e della stoltezza. Tutte le precauzioni adottate da Arnolfo, che giunge persino a rinchiudere in casa la ragazza sotto la stretta sorveglianza dei suoi due servi Alain (Roberto Alinghieri) e Giorgina (Mariangeles Torres), non potranno ad ogni modo evitare che Agnese si innamori del bello e intraprendente Orazio (Roberto Serpi) e che il destino compia il suo corso facendo convolare a nozze i due giovani amanti.

La disfatta subita da Arnolfo, sembra ammonirci Molière, non è altro che la disfatta dell’uomo contro le forze elementari della natura, il segno evidente dei limiti propri della ragione umana che strenuamente e invano tenta di addomesticare la realtà e di ricondurla ad un ordine razionale e rassicurante. L’amore, quale massima espressione della più imprevedibile e indomabile delle forze da cui l’uomo è travolto e a cui non può in alcun modo sottrarsi, non ammette di lasciarsi imbrigliare, non tollera gli stretti “bavagli della ragione” e il “tradimento”, come dirà Robert Musil in un suo celebre racconto, forse non è altro che il compimento dell’amore. No, qui non è in gioco la morale, perché nulla può comprendere le oscure ragioni dell’eros.

Armando Mascolo

 

Teatro Mercadante

Piazza Municipio

Biglietteria: 081/5513396 – biglietteria@teatrostabilenapoli.it

Durata dello spettacolo: h 2,10 compreso intervallo

Costo del biglietto: da 9,50 a 29 euro

 

 

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