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Insostenibile l’emergenza in cui versa il settore spettacolo da tempo. Entro metà marzo l’Associazione convocherà un incontro pubblico.

Il Presidente AGIS Campania Luigi Grispello

Sembra destinato a continuare senza fine il periodo nero in cui versa la cultura in Campania (e non solo). Solo di pochi giorni fa è la notizia del rischio chiusura del Teatro Stabile napoletano a causa delle ingenti difficoltà economiche che impediscono una programmazione che superi il mese di aprile, e a cui la replica dell’assessore Di Nocera sembrava invitare ad un cauto ottimismo. Ma ecco che un nuovo grido di allarme si alza questa volta dall’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo.

All’unanimità l’AGIS Campania, infatti, proclama lo stato di crisi e denuncia la condizione di emergenza in cui versano le imprese di cinema, teatro, danza, musica e spettacolo viaggiante della Regione.

Il calo dei consumi, le sempre minori risorse pubbliche destinate al settore (basti pensare al FUS – Fondo Unico per lo Spettacolo – tagliato di 21 milioni di euro e all’azzeramento dei sostegni da parte delle Amministrazioni provinciali e comunali), un notevole aggravio fiscale e il ritardo, ormai insostenibile, con cui vengono erogati i contributi previsti dalla Legge Regionale dello Spettacolo, hanno messo definitivamente in ginocchio migliaia di lavoratori specializzati ed artisti, costringendo alla paralisi le attività.

L’Associazione appellandosi proprio alla Legge Regionale dello Spettacolo, promulgata nel 2007 al fine di riconoscere l’importanza fondamentale dell’industria legata al settore Spettacolo per lo sviluppo della stessa Regione, ne contesta il ritardo nell’applicazione e, dati alla mano, dimostra come non siano stati ancora assegnati i contributi del 2012 (ciò per legge sarebbe dovuto avvenire entro il mese di marzo dello scorso anno) e addirittura ancora non erogati la maggior parte di quelli che attengono le attività svolte nel periodo 2009-11.

A fronte di tale stallo, a pagarne le conseguenze sono le strutture, le iniziative, le professionalità e competenze del settore gradualmente minate alla base e svalorizzate del loro potenziale artistico e qualitativo con non poche ripercussioni sulla stessa vivibilità della città.

Per poterne discutere con gli operatori, la stampa, i rappresentanti istituzionali, politici e sindacali l’ AGIS informa che sarà convocato un incontro pubblico entro la prima metà di marzo: l’augurio è che con urgenza vengano trovate soluzioni concrete che pongano fine all’attuale declino.

Ileana Bonadies

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