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Al Ridotto del Mercadante debutta Il silenzio della ragione: ultimo capitolo del progetto dello Stabile dedicato alla Ortese. Repliche fino al 17 marzo.

Ritornare a Napoli dopo la guerra e ricordare osservando.

Ne Il silenzio della ragione di Annamaria Ortese, scritto e diretto per il teatro da Linda Dalisi, in scena al Ridotto del Mercadante fino al 17 marzo (e presentato per la prima volta ieri sera nell’ambito del più ampio progetto curato da Luca De Fusco e legato al libro Il mare non bagna Napoli), è un percorso a ritroso quello che si compie.

Condotta dal professor Lidenbrock (interpretato con cura dal bravo Michelangelo Dalisi), il viaggio al centro della città partenopea della Ortese (l’ottima Fabrizia Sacchi) è una discesa verso il passato, i ricordi, la ricostruzione di qualcosa che non esiste più.

Ottenere informazioni sui giovani scrittori napoletani quali La Capria, Prisco, Incoronato, per una rivista illustrata, è il motivo per il quale il viaggio ha inizio. Ma è tra sogno è realtà che esso si svolge, e irritazione, disdegno, dolore, per ciò che vede e ascolta, sono i sentimenti che turbano la scrittrice man mano che i suoi passi aumentano e attraversano le piazze, le strade, i vicoli della città in cui, come scritto tra le pagine del libro, «si cammina senza scopo, si parla senza ragione, si tace senza motivo».

«Come in un risveglio kafkiano, attraverso la metamorfosi immobile del passato e del relativo presente, l’insopportabilità del reale diventa contatto tangibile con la realtà», spiega la regista ed infatti è attraverso l’incontro con coloro che un tempo erano stati compagni di percorsi condivisi, come ad esempio Luigi Compagnone (a cui ridona vita Lino Musella), che gli ideali un tempo vivi, trovano, ora, altra espressione, stavolta di morte. Apprendere la vacuità con cui è vissuta l’esistenza, il sonno della coscienza, l’atteggiamento di immobile attesa (significativo in merito il dialogo che si svolge tra la protagonista ed un giovane qualsiasi che rivive attraverso il corpo e la voce della versatile Francesca De Nicolais) con cui si aspetta il domani perché qualcosa accada, provoca sconforto, vertigine, rabbia.

Eppure è impossibile non riportare la mente all’entusiasmo che ha animato i fondatori della rivista “Sud”, alla loro insaziabile voglia di cambiamento, di riscatto dalla condizione di sudditanza a cui il popolo napoletano è stato spesso costretto (prima con i Borbone, poi con gli americani), così come non trascurabili risuonano le parole di Rea fiero della sua tessera d’operaio n° 200774: la cultura era «intesa come conoscenza e quindi coscienza, specchio dove fissare la propria immagine», da lì si partiva alla volta del miglioramento.

Riadattato per la scena, attuando inevitabili tagli, lo spettacolo ha il pregio di conservare intatta la forza espressiva dell’omonimo capitolo di cui si compone il libro da cui è tratto, esaltando la crudezza di giudizio che gli è propria, ma, al contempo, anche la poesia e l’amore che sottende ogni pensiero, critica, accusa fatta.

Ad enfatizzare l’efficace lavoro di regia e quello degli attori, il disegno luci di Gigi Saccomandi che insieme agli elementi scenici presenti (due sedie, un tavolo, delle macchine da scrivere, un carillon), costruisce una ambientazione che bene rende i luoghi e i tempi in cui le azioni si svolgono, senza trascurare di accompagnare con lievità l’impatto emotivo ed empatico che il testo ha sugli spettatori.

Ileana Bonadies

Ridotto del Mercadante
Piazza Municipio –  Napoli
Biglietteria [+39] 081 551 33 96
biglietteria@teatrostabilenapoli.it
www.teatrostabilenapoli.it
Costo biglietto: 12 euro
Orari:  12 e 14 marzo ore 21; 15 e 16 marzo ore 18; 17 marzo ore 21:30

 

Fotogallery (di Cesare Abbate)

 

 

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