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La finestra sul cortile va in scena, fino al 17 marzo, al Teatro nuovo, per l’adattamento e la regia di Claudio Di Palma.

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Fino a domenica 17 marzo, in prima nazionale al Teatro Nuovo va in scenaLa finestra sul cortile, adattamento e regia di Claudio Di Palma. Lo spettacolo presentato da Vesuvioteatro è un’originale rielaborazione del regista dell’omonimo racconto giallo di Cornell Woolrich (It Had to Be Murder, scritto nel 1942 e pubblicato due anni dopo), prendendo anche spunto da George Simenon (colui che diede vita al famoso commissario di polizia francese Jules Maigret).

Romanzi in cui il voyerismo diviene una perversione, una morbosità che arriva a prediligere la realtà filtrata a quella vera.

Ed è proprio la stessa sorte del protagonista dello spettacolo (Claudio Di Palma), un signore che non ha nome. Di lui non si hanno che delle briciole di informazioni. È un uomo che ha scelto, non per disturbi fisici, di blindarsi entro le quattro mura rassicuranti della sua casa; che ha preferito lasciare il mondo fuori e spiarlo da lontano, spiarlo dalla sua finestra, diventando spettatore passivo della realtà che lo circondava. Proprio come fa un documentarista, il quale non fa un urlo o un cenno alla povera preda che sta per essere divorata. Egli osserva e basta.

Impossibilitato e incapace di stabilire e stringere dei legami con le persone, sistema i suoi occhi di vetro in modo tale che inquadrino le finestre di fronte. Telecamere, macchine fotografiche con più di 10 scatti al secondo; elabora un programma che gli permette di collegare il computer a varie webcam (nei video, Sara Missaglia, Fabrizio Botta, Davide Cannata, Maria Rosaria Compagnone, Iole D’Antonio, Walter Del Basso, Adriana Follieri, Rosa Langella, Gennaro Lupone, Massimo Renzetti, Fernando Tancredi, Anastasia Veneziano, Roberta Verdile). Tutti stratagemmi che gli permettono di avere un occhio sul mondo. Non è visto, ma può vedere. Cattura ogni singolo gesto, focalizza ogni attimo, ogni sospiro, ogni intimità delle sue povere e ignare “prede”. Occhi che seguono, che vigilano, che si nascondono e che fanno prigioniera quella quotidianità che lui si è negata.

La sua vita è sospesa tra ossessione e immaginazione. Attraverso quelle immagini filtrate, l’uomo si crea una realtà, dei rapporti virtuali in cui trovare una pacificazione, una soluzione al suo “rifiuto del mondo”. In questa suo continuo cercare una realtà possibile diventa spettatore oculare di un omicidio. Situazione questa che porterà alla violazione della sua privacy, proprio come egli viola la privacy altrui. Un uomo delle forze dell’ordine (Andrea de Goyzueta) irrompe nella solitudine del voyerista, e la sua presenza farà risaltare ancora di più la situazione estrema in cui vive il protagonista. Una visita non del tutto inaspettata per uno che ha occhi amplificati sul mondo circostante.

Il luogo in cui lo spettacolo prende vita è una proiezione dell’esasperante isolamento perverso dell’uomo. L’ambiente sembra ricordare quei film di fantascienza dove tutto è legato, o meglio è dominato dalla tecnologia che trasforma le abitazioni in ambienti asettici, emblema di una estraniazione psicologica e fisica dell’uomo dalla sua realtà.

Il computer del protagonista, proiettando le sue immagini sulla parete, diviene l’unica vera finestra su cui appaiono le finestre aperte sulla vita dei suoi vicini. Un rimando chiaro alla realtà attuale dove le relazioni umane sono molto spesso virtuali, dove ogni rapporto si riduce ad una luce emanata dal computer.

Rischieremo anche noi di diventare dei documentaristi della realtà?

Uno spettacolo questo che mette in risalto tutta la bravura dell’attore e regista Claudio Di Palma, che con la sua gestualità fatta di piccoli e grandi movimenti, riesce ad esplicitare tutto il tormento, le paure, le ossessioni morbose di un uomo che ha chiuso la vita al di fuori della sua casa; di un uomo solo che ha fatto dell’immaginazione la sua realtà; un uomo alienato dalla società che non smette però di provare ammirazione per essa.

Una nota di merito particolare va anche al direttore della fotografia Davide Scognamiglio e all’operatore camera e post produzione Roberto Di Costanzo che, con giochi di luce e proiezioni della realtà virtuale del protagonista hanno accompagnato lo svolgersi dello spettacolo, sottolineando l’inquietudine e la solitudine dell’opera.

 

Carmela Pugliese

 

Teatro Nuovo

Via Montecalvario 16

80134 Napoli

Botteghino 0814976267

Uffici 0816581129-32-33

Orario e giorni spettacoli

Dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18.30

Biglietti

Martedì, mercoledì e giovedì : intero _ platea 20 euro, galleria 14 euro

Ridotto (universitari e under 30) 10 euro

Venerdì sabato e domenica : intero _ platea 25 euro, galleria 18 euro

Ridotto (universitari e under 30) platea 18 euro, galleria 14 euro

 

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