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Chiara Guidi ed Ermanna Montanari: stili e mondi teatrali diversi, per la prima volta sul palco assieme a Galleria Toledo.

La locandina di Poco Lontano da qui

La locandina di Poco Lontano da qui

Chiara Guidi della Societas Raffaello Sanzio ed Ermanna Montanari del Teatro delle Albe: stili, mondi teatrali diversi insieme sulla scena per la prima volta. I due pilastri delle rispettive compagnie, in Poco lontano da qui (di cui sono autrici ed interpreti) a Galleria Toledo, condividono gesti, suoni, corpi, parole, emozioni, passioni.

Si confrontano le due protagoniste, grandi artiste, esponenti e fondatrici di due realtà teatrali tra le più importanti e riconosciute. Non cercano di valorizzare il loro corrispettivo talento, non cercano di prevaricare l’una sull’altra come in una sfida, ma sono semplicemente e splendidamente in ascolto l’una dell’altra, senza necessità di altro, di supporti di vario genere.

Basta la loro relazione, la loro intesa, il loro stare insieme ad emozionare e coinvolgere lo spettatore. Durante tutta la durata dello spettacolo (circa un’ora) si avverte una crescita, un arricchimento, uno scambio reciproco, una messa in comune di se stesse, innanzitutto.

La Guidi e la Montanari si mettono a nudo senza risparmiarsi mai. Un grande sipario bianco, semplice, posto a mezz’altezza, è la prima immagine che accoglie il pubblico appena entra in sala. Un sipario fatto da lenzuola e carta velina, su cui a poco a poco affiora un’immagine sfocata, un volto, un viso confuso dalla carta.

Un impianto scenografico davvero suggestivo, un’immagine onirica, che rimanda a tutt’altro che ad uno spazio concreto. È più un sogno, un qualche cosa di intimistico, uno spazio mentale interiore, onirico appunto. Un confronto di linguaggi, tecniche, espressioni, percorsi. Un’apertura costante. Scena che diventa gabbia, chiusura, tende che riaprono gli scenari chiusi, percorsi. Corpi che sono ombre, poi corpi, poi ombre, poi di nuovo corpi. La prima battuta con cui si apre lo spettacolo è quella su cui poi si impianta la drammaturgia dello spettacolo, ovvero «Ti leggo una lettera di Rosa Luxemburg?»

Ci sono infatti anche Rosa Luxemburg, ovvero la fondatrice della Lega di Spartaco, e la sua lettera straziante scritta dalla prigione berlinese, pubblicata da Karl Kraus nel ’20 sul suo “Die Fackel” e la terribile risposta di una sua lettrice. Uno spettacolo che deve assolutamente essere visto.

 

Rosario Esposito La Rossa

 

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