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A causa di problemi tecnici e strutturali cala il sipario sullo storico teatro romano. E gli artisti protestano.

 

2Il 1 luglio il Teatro Ambra Jovinelli chiude i battenti, a soli due anni dalla sua riapertura, dopo un biennio di inattività, avvenuta il 26 dicembre 2010, sotto la guida di Officine Culturali, con la direzione artistica di Fabrizia Pompilio. Cala così il sipario sulla sala e i motivi sono spiegati dal suo impresario, Marco Balsamo, direttore della compagnia Nuovo Teatro: “Nonostante le attività culturali di grande interesse e di grande successo, la società di gestione deve rinunciare alla sua casa artistica per problemi tecnici e strutturali del teatro”.

Tanti gli artisti, le compagnie, le maestranze e gli spettatori che, solidali, avevano continuato ad animare il teatro nonostante la criticità di alcuni impianti: dal riscaldamento agli argani, alle parti tecniche da sanare). E altrettanti i volti che hanno fatto registrare il tutto esaurito: Rocco Papaleo, Stefano Accorsi, Simona Marchini, Claudio Santamaria, Valerio Mastandrea, Andrea Rivera, Nicola Piovani, Ficarra e Picone, Lillo & Greg, Teresa Mannino, Filippo Timi, Leo Gullotta, Alessandro Haber e Alessio Boni.

Molte anche le compagnie napoletane, che in questi anni si sono succedute.

Nonostante questa spada di Damocle, fino all’ultimo l’attività artistica del teatro proseguirà.

“L’Ambra Jovinelli è sempre stato una risorsa importante per la città, un teatro amato dai romani, un luogo di cultura in un quartiere centrale e delicato come l’Esquilino. Prenderemo contatto con la proprietà per cercare di trovare una soluzione al fine di evitare la chiusura”, ha assicurato il sindaco Gianni Alemanno.

Anche Serena Dandini, direttrice artistica dal 2001 al 2009, lancia un appello al Campidoglio: “Spero che il Comune se ne faccia carico. Ogni teatro che chiude è un buco nero in più nella città”.

 

La Redazione

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