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Si celebra anche in Italia la ricorrenza creata a Vienna nel 1961. Testimonial di questa edizione il premio Nobel Dario Fo.

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È la Giornata Mondiale del Teatro, la 51esima per l’esattezza. Lanciata a Vienna nel lontano 1961 dall’Istituto Internazionale del Teatro, creato su iniziativa dell’UNESCO nel 1948, è celebrata dal 2010 anche dall’Italia.

L’obiettivo è di richiamare l’attenzione del pubblico meno avvezzo ad andare a teatro, di promuovere la conoscenza di questa nobile arte e di favorire gli scambi con altre nazioni.

Ogni anno una personalità del mondo teatrale, o un’altra figura di spicco nel panorama culturale mondiale, è invitata a esprimere il proprio punto di vista sul teatro e sulla condizione nella quale questo riversa oggi. Tra gli italiani, memorabile fu Salvatore Quasimodo nel 1965, in occasione della IV Giornata Mondiale del teatro.

Anche quest’anno il messaggio per la Giornata Mondiale del teatro è stato affidato a un italiano conosciuto in tutto il mondo per il suo lavoro in campo teatrale: Dario Fo, premio Nobel per la letteratura nel 1997.

 

Tradotto in 37 lingue, ecco il testo del suo messaggio:

 

Tempo fa il potere risolse l’intolleranza verso i commedianti cacciandoli fuori dal paese. Oggi gli attori e le compagnie hanno difficoltà a trovare piazze teatri e pubblico, tutto a causa della crisi.
I governanti quindi non hanno più problemi di controllo verso chi si esprime con ironia e sarcasmo in quanto gli attori non hanno spazi né platee a cui rivolgersi.
 Al contrario, durante il Rinascimento in Italia chi gestiva il potere doveva darsi un gran da fare per tenere a bada i commedianti che godevano di pubblico in quantità.

È noto che il grande esodo dei comici dell’arte avvenne nel secolo della Controriforma, che decretò lo smantellamento di tutti gli spazi teatrali, specie a Roma, dove erano accusati di oltraggio alla città santa. Papa Innocenzo XII, sotto le assillanti richieste della parte più retriva della borghesia e dei massimi esponenti del clero, aveva ordinato, nel 1697, l’eliminazione del teatro di Tordinona, il cui palco, secondo i moralisti, aveva registrato il maggior numero di esibizioni oscene.

Ai tempi della Controriforma, il cardinale Carlo Borromeo, operante nel Nord, si era dedicato a una feconda attività di redenzione dei “figli milanesi”, effettuando una netta distinzione tra arte, massima forza di educazione spirituale, e teatro, manifestazione del profano e della vanità. In una lettera indirizzata ai suoi collaboratori, che cito a braccio, si esprime pressappoco così: “Noi, preoccupati di estirpare la mala pianta, ci siamo prodigati, nel mandare al rogo i testi con discorsi infami, di estirparli dalla memoria degli uomini e, con loro, di perseguire anche coloro che quei testi divulgarono attraverso le stampe. Ma, evidentemente, mentre noi si dormiva, il demonio operava con rinnovata astuzia. Quanto più penetra nell’anima ciò che gli occhi vedono, di ciò che si può leggere nei libri di quel genere! Quanto più la parola detta con la voce e il gesto appropriato gravemente ferisce le menti degli adolescenti e delle giovani figliole, di quanto non faccia la morta parola stampata sui libri. Urge quindi togliere dalle nostre città i teatranti come si fa con le anime sgradite”.

Perciò l’unica soluzione alla crisi è sperare che contro di noi e soprattutto contro i giovani che vogliono apprendere l’arte del teatro si organizzi una forte cacciata: una nuova diaspora di commedianti che senz’altro, da quella imposizione, sortirà vantaggi inimmaginabili per una nuova rappresentazione.

 

 

Ricordiamo che tutti gli eventi sono visionabili sul sito dell’ITI Worldwide 

Il centro italiano dell’ITI ha sede a Lecce (via Candido 23) Per informazioni e contatti potete scrivere all’indirizzo iti-italiancentre@gmail.com, o visitare il sito www.iti-italy.org/.

 

Valerio Corvino

 

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