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L’associazione culturale NarteA organizza il 6 aprile una visita guidata, dedicata al grande artista napoletano.

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Qualche anno fa conobbi una ragazza giapponese, che portava sulla spalla la custodia di uno strumento musicale: aveva la forma di una chitarra, ma la dimensione era molto più contenuta. Con mia grande sorpresa la ragazza tirò fuori un mandolino e iniziò a intonare la canzone Spingule frangese, quel bellissimo capolavoro scritto da Di Giacomo e De Leva nel 1888.

Più tardi scoprii che la ragazza non conosceva una sola parola tra quelle da lei cantate, ma ne aveva afferrato il significato complessivo grazie a una traduzione. Potenza dell’arte.

Oggi per celebrare quel grande personaggio che è Salvator di Giacomo, l’associazione culturale NarteA, in collaborazione con il Complesso museale di Santa Chiara, il 6 aprile alle 18.30, organizza una visita guidata dal titolo NAPULITANATA…ovvero, ti racconto Salvatore Di Giacomo, a pochi giorni di distanza dall’anniversario della sua morte.

L’immagine di Napoli è senza dubbio figlia di tanti aspetti della sua cultura: dalla cucina con i sapori tanto particolari e mediterranei alla visione dei vicoli stretti che sfoggiano vestiti appesi; dai bei monumenti ai suoi palcoscenici; dalle poesie alle canzoni e i loro rispettivi autori. Come si può non dire che, per esempio, il grande Eduardo De Filippo non abbia contribuito a creare, attraverso soprattutto il suo teatro, una vera e propria anima partenopea.

E sicuramente Di Giacomo è uno di questi simboli di Napoli, parte viva della sua anima; le sue canzoni hanno fissato nel tempo piuttosto che una città, un mondo e tutte le relazioni che si svolgono all’interno. Senza la canzone Marechiare, quel piccolo borgo sul mare, Marechiaro appunto, rimarrebbe sì incantevole, ma non racconterebbe le storie che i suoi fantasmi narrano ai nostri orecchi, non dipingerebbe gli schizzi che disegna ai nostri occhi dinanzi la fenesta, palcoscenico della bella storia d’amore con Carulì.

Le opere del grande autore saranno “dirette dallo stesso” nell’intento di dipingere la Napoli di fine ‘800, presentandola proprio nel luogo dove Di Giacomo amava passeggiare per raccogliere i pensieri e le idee che avrebbero poi fatto da muse per le sue opere, riportando così quel famoso quadro di Napoli che tutti, dagli americani ai giapponesi, ci portiamo costantemente appeso alle pareti della nostra mente.

 Valerio Corvino

Prenotazione obbligatoria, posti limitati

Quota di partecipazione: € 15,00 a persona

www.nartea.com

 

 

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