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L’impegno del Teatro San Carlo nel sociale dà vita ad uno spettacolo di contaminazioni che racconta la realtà.

 

ness2È in corso fino a sabato presso i Laboratori Artistici del San Carlo, siti a Vigliena, Napoli Est Side Stories, lo spettacolo conclusivo del laboratorio teatrale e musicale tenuto da Francesco Saponaro. Per il secondo anno consecutivo, dopo il grande successo della Bohème a Vigliena, il laboratorio di formazione scenica prende spunto da un’opera del cartellone del Teatro Regio per dar vita ad un lavoro che coinvolge professionisti e non, provenienti soprattutto dalla zona di Napoli Est e reclutati mediante bando pubblico, che vengono opportunamente formati e coinvolti in tutte le fasi di realizzazione dello spettacolo. Anche quest’anno, infatti, il Teatro San Carlo è impegnato nel sociale, come già ribadito alla presentazione della nuova stagione teatrale e come sottolinea la sovrintendente Purchia «tutto ciò è in linea con la nostra convinzione di dover portare nelle periferie e nelle aree disagiate della città, l’arte e la cultura quali volano di occupazione e riqualificazione urbana».

Il tema scelto quest’anno si richiama al musical West Side Story, andato in scena lo scorso giugno, a cui sono state aggiunte contaminazioni di vario genere, dalla musica pop a quella lirica – Wolfgang Amadeus Mozart, Francis Poulenc, Leonard Bernstein, Richard Rodgers, Lorenz Hart,  Freddie Mercury, Aram Khachaturian, Carlo Morelli, Enrico Canino – e le drammaturgie di Maurizio Braucci e Massimiliano Virgilio, tra gli scrittori e sceneggiatori napoletani più promettenti.

Come affermato dallo stesso regista, «il lavoro si è concentrato sul racconto della realtà e sulle sue contraddizioni, privandola di tutti i toni rassicuranti e consolatori». I testi scelti, infatti, sono basati su scene di vita comune: in Maracaibo, firmato da Virgilio, viene descritta la realtà dei Centri Commerciali, un non-luogo dove si fugge dalla monotonia della quotidianità accecati da musiche e colori e dove si può soddisfare la «voglia di essere più europei, se possibile, più americani, più australiani» semplicemente sedendosi ai tavoli di un pub. Nel testo di Braucci, Solo un palo, protagonista è Antonio, uno dei tanti ragazzi che deluso dai lavori onesti in cui è stato sfruttato, pagato al nero e offeso da quella che sarebbe la “brava gente”, decide di cambiare vita lavorando in una base di spaccio. Infine ne Lo struscio, ancora di Virgilio, vi è la descrizione di un’altra forma di divertimento contemporaneo e locale, il “pariare”, in cui si può mettere in atto la tanto desiderata trasformazione da persona a personaggio, diventando almeno per una sera uno dei tanti protagonisti della televisione. Ad animare i testi e ricreare sul palco quello che possiamo vedere semplicemente uscendo fuori dal teatro, ci sono ballerini/attori tutti bravissimi nel loro realismo anche se sacrificati da un audio non sempre eccezionale e dallo scambio del microfono che sembrava un elemento di disturbo alla finzione scenica.

La componente musicale ha travolto con energia ed allegria il palco, coinvolgendo il pubblico con i brani più orecchiabili e i classici napoletani; co-protagonisti dello spettacolo sono stati tutti gli eccezionali ragazzi del coro de “I Sancarlini” diretti da Stefania Rinaldi e Carlo Morelli, accompagnati dai ragazzi dell’Orchestra della Scuola Media Statale “Ruggero Bonghi” diretti da Marco Messina, da una giovane band e dal pianoforte di Luigi Del Prete.

«Aprire le porte significa – in questo caso – poter mostrare non ancora l’opera finita, ma l’esperimento, l’imbastitura, la tavolozza dei colori, i materiali vivi e gli strumenti di elaborazione di un mestiere che ha bisogno di tempo e di cura per esprimersi e soprattutto, deve poter affinare la tecnica dello sguardo e dell’attenzione alla vita», dichiara il regista Saponaro. Complice la location, lo spettacolo risulta infatti proprio una prova aperta, piacevole nel suo insieme anche se di minor impatto rispetto al precedente lavoro; è un buon esempio di contaminazione di vari generi e di un’opera che può davvero coinvolgere ed arrivare anche ad un pubblico meno abituato a frequentare teatri. Interessante risulta quindi la strada intrapresa dal San Carlo di aprirsi alla periferia e al sociale, ma è importante a tal proposito mettere in moto le energie nel migliore dei modi e magari dirottare in maniera più proficua le risorse, evitando così anche ritardi o piccoli inconvenienti nella gestione di uno spettacolo di tal genere.

 

In scena fino al 13 luglio 2013 ai Laboratori Artistici di Vigliena (Stradone Vigliena, Circoscrizione di San Giovanni a Teduccio).
Ore 20:00 – biglietto unico 10€, ridotto 7€

 

Assistenti alla regia: Giovanni Merano, Renato Zagari
Maestri collaboratori: Luigi Del Prete, Alfredo Orsini, Ciro Evangelista, Sergio Errichiello
Band: Antonio Cece.chitarra, Giovanni Macchiaverna, basso, Alfonso Donadio – batteria
con: Gaetano Amore, Andrea Ansalone, Consiglia Aprovidolo, Valeria Ariota, Simona Barattolo, Nino Cacace, Mario De Masi, Sergio Del Prete, Giuseppe Gison, Arianna La Mura, Vito Pace, Greta Palomba, Sara Saccone

 

Irene Bonadies

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