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Denunciata dall’AGIS, ancora una volta, la drammaticità della condizione in cui versano le attività dello spettacolo in Campania.

 

Luigi Grispello - presidente AGIS Campania

Luigi Grispello – presidente AGIS Campania

Le imprese culturali della regione Campania, questa mattina, si sono incontate per denunciare, all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni, la situazione di emergenza e di crisi delle aziende del settore spettacolo a causa dei tagli delle risorse da parte della Regione Campania. Il presidente dell’Unione AGIS Campania, Luigi Grispello, nel prendere la parola ha sottolineato l’urgenza di trovare, nel più breve tempo possibile, una soluzione alla situazione attuale che potrebbe comportare la chiusura di numerose sale e luoghi di spettacolo, oltre che al blocco delle attività teatrali e musicali.

«Chiediamo – dichiara Grispello – un incontro con il Presidente Caldoro, titolare dello Spettacolo, per il reintegro dei fondi tagliati ad un settore che, oltre ad essere una fonte di sviluppo e lavoro, ha una funzione sociale e culturale di rilievo.»

A causare la profonda condizione di disagio oltre alla crisi economica generale, c’è la forte e pressante imposizione fiscale sui luoghi di spettacolo che, in Campania, è quattro se non addirittura cinque volte superiore al resto d’Italia (ad esempio, a Padova il costo al metro quadro per le sedi di spettacolo è pari a euro 1,50, mentre a Napoli e a Salerno è di euro 8,50), a cui sono da aggiungere i continui tagli che vengono fatti alle risorse indirizzate al settore, «tagli – continua il Presidente AGIS Campania – che rischiano di essere letali per molte piccole imprese. Le Risorse Ordinarie per noi sono come l’ossigeno e, se ci vengono tolte, rischiamo l’estinzione».

Stefano Caldoro - presidente delle Regione

Stefano Caldoro – presidente delle Regione

E sono proprio le Risorse Ordinarie il tema più scottante in quanto, i tagli operati dalla Regione Campania alla Legge 6/2007 (nel giugno 2007 la Regione Campania si dotò di una legge per lo spettacolo, appunto la 6/2007 – Disciplina degli Interventi regionali di promozione dello spettacolo), con la quale viene assicurato il sostegno all’attività continuativa degli organismi di spettacolo, uniti a quelli già operati a livello nazionale sulle risorse del Fus e del Tax credit, rendono il mondo dello spettacolo un settore a rischio.

«Noi chiediamo – afferma Crispello – il rispetto dell’impegno preso dai politici. È arrivato il momento di rivedere, di fare un restyling alla legge 6/2007, riprenderla e tamponarne le mancanze, per poi riportarla al Consiglio Regionale», per poi chiosare: «Uno dei settori in cui la Campania e Napoli in particolare eccelle è proprio lo spettacolo (cinema, teatro, musica) ed è nostro dovere e soprattutto delle istituzioni, difendere questa eccellenza e non farla estinguere».

L’AGIS di Napoli e le centinaia di imprese culturali della regione chiedono pertanto:

1)     il reintegro delle risorse della legge 6/2007;

2)     meccanismi di erogazione dei fondi più veloci;

3)     dialogo con le Istituzioni per far sentire la propria voce e far valere i diritti del settore spettacolo;

4)     la possibilità di avere un proprio assessore per l’arte, la musica, il cinema, il teatro e lo spettacolo in genere;

5)     rivisitazione e restyling della legge 6/2007.

Alla luce di quanto denunciato e delle richieste avanzate, si resta in attesa degli sviluppi.

 

                                                                                                                                      Carmela Pugliese

 

 

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