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Premiato al Museo Cervi lo spettacolo di Beltolt Brecht, diretto da Carlo Cerciello, con Imma Villa nel ruolo della protagonista.

“Nel panorama amaro di una politica palesemente sconfitta e schiava dell’economia e dell’affarismo senza scrupoli, il nostro vuol essere un solitario omaggio alla classe operaia che, in Paradiso, purtroppo non ci è andata e non ci andrà mai, un affresco malandato e corroso, da cui traspare ancora la forza di un ideale”.

Carlo Cerciello

 

 

UnknownLo spettacolo La Madre di Brecht, messo in scena dal Teatro Elicantropo (leggi qui la recensione) è il vincitore della XII edizione del Festival di Resistenza 2013, rassegna di teatro contemporaneo, promosso dall’Istituto Alcide Cervi in collaborazione con l’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, con il sostegno di Boorea, con il patrocinio dei Comuni di Reggio Emilia e Parma, della Provincia di Reggio Emilia e di Fondazione Teatro Due di Parma e svoltosi dal 3 al 25 luglio al Museo Cervi di Gattatico (Reggio Emilia).

La Giuria – composta da Alessandro Averone, Lorenzo Belardinelli, Stefano Campani, Gigi Dall’Aglio, Mariangela Dosi, Carlo Ferrari, Jefte Manzotti, Remo Melloni, Valeria Ottolenghi, un rappresentante di “I Teatri” di Reggio Emilia, un rappresentante dell’Istituto Cervi – ha consegnato, il 25 luglio, serata della Storica Pastasciutta Antifascista, il Primo Premio a La Madre di Bertolt Brecht del Teatro Elicantropo, diretto da Carlo Cerciello, con Imma Villa, Antonio Agerola, Cinzia Cordella, Marco Di Prima, Annalisa Direttore, Valeria Frallicciardi, Michele Iazzetta, Cecilia Lupoli, Aniello Mallardo, Giulia Musciacco, Marianna Pastore, Antonio Piccolo, con la seguente motivazione: “Spettacolo vorticoso, di altissima intelligenza teatrale nella coralità d’insieme, nella recitazione dei singoli interpreti, prodigiosa la protagonista, Imma Villa nella parte di Pelagia Vlassova, il ruolo del  titolo, una regia – di Carlo Cerciello – colta e rigorosa nei singoli elementi e geniale nell’insieme, travolgente nella veloce scansione delle scene lasciando però anche il tempo per la più intensa delle commozioni (la morte del figlio), con gli elementi dello straniamento brechtiano che – come doveva essere – sanno ben dialogare con l’immedesimazione più intima, coinvolgendo anche il pubblico nella complessa dialettica tra emozione e razionalità, partecipazione profonda e consapevolezza critica”.

Il Secondo Premio è andato allo spettacolo L’Eremita contemporaneo. Made in Ilva della Compagnia Instabili Vaganti, con Nicola Pianzola, drammaturgia, voce e canti, scene, disegno luci e regia di Anna Dora Dorno.
Motivazione: “Spettacolo di rara perfezione, astratto e concreto nello stesso tempo, in grado, nell’apparente semplicità drammaturgica – poche frasi, spesso ripetute – di trasmettere forza e dolore, fatica e disperazione, il corpo in scena agito, esposto in una concentrazione acrobatica capace di far percepire tensioni fisiche ed emotive, il ritmo del lavoro e il pulsare dei pensieri, per la situazione reale dell’Ilva di Taranto, per lo sforzo di una quotidianità senza speranza che va oltre ogni confine, davvero straordinario questo spettacolo, accurato sotto ogni aspetto, degli Instabili Vaganti.”

transit teatro 1La Segnalazione speciale  è stata assegnata a Gigi Borruso, autore, regista e interprete di Luigi che sempre ti penza. Piccole cronache di un emigrante (in sette movimenti) della Compagnia Transit Teatro.
Motivazione: “Bravissimo l’attore a dare forma e forza a pensieri ed emozioni anche sul piano fisico, una prova ardua sempre di stupefacente energia. Complimenti di cuore!”

Il Premio del Pubblico, istituito da quest’anno, è andato, infine, allo spettacolo Pane e rose. Storie di pace e di Libertà. Una rivolta guidata dalle donne del Teatro dell’Orsa, scritto, diretto e interpretato da Monica Morini e Bernardino Bonzani.

 

  Carmela Pugliese

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